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Covid-19, UniTo-Go: la comunità di Unito cambierà modo di muoversi a causa della pandemia

Lo studio

ph. D'Ottavio

I volumi di traffico rimangono più bassi data la limitata attività didattica in corso presso le sedi dell’Ateneo, ma il trasporto pubblico cede quote di mobilità, anche a favore dell’auto privata. Lo confermano i dati di una ricerca di UniTO-GO che ha analizzato il comportamento di un campione rappresentativo della popolazione accademica dell’Università di Torino. 

Sono stati presentati giovedì 8 ottobre i risultati locali del report “Indagine nazionale sulla mobilità casa-università al tempo del Covid-19”, realizzato dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), che ha analizzato il comportamento di 85.000 persone rappresentative della popolazione accademica. L’indagine, avviata lo scorso luglio, si è basata su un questionario somministrato online agli studenti, ai docenti e al personale tecnico-amministrativo di 51 atenei italiani. Due gli scenari ipotizzati nel questionario: il virus è pressoché debellato e i contagi sono ridotti; il virus è ancora pericoloso, il contagio è rallentato ma prosegue. Purtroppo il più attuale.

Covid-19, la pandemia cambia il modo di muoversi: lo studio di Unito

Il Gruppo Mobilità di UniTO-GO (Unito GreenOffice), la struttura di coordinamento e progetto sulle politiche di sostenibilità ambientale dell’Università di Torino, ha analizzato le risposte di un campione di 8655 persone rappresentativo della popolazione accademica di UniTo e composto per il 70% da studenti, il 16% da docenti o ricercatori e il 14% da personale-tecnico-amministrativo. 

Secondo i dati del rapporto, in uno scenario ad alto rischio sanitario, purtroppo quello più attuale, il 33,7% degli intervistati prevede di cambiare il modo di spostarsi da casa verso una sede universitaria. I cambiamenti più significativi si avranno tra gli utenti del trasporto collettivo. Nello scenario più critico, purtroppo quello più attuale, circa il 21% degli utenti del trasporto pubblico cambierà scelta modale, dividendosi in quote pressoché equivalenti tra chi passerà all’auto propria (11,2%) e chi alla mobilità attiva, bicicletta o a piedi, (9,8%.). 

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