Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Internet fai da te, in Piemonte il primo caso in Italia

A Verrua Savoia, in provincia di Torino, i cittadini hanno creato un'associzione, oggi gestore di banda larga, ed eliminato il digitale divide

Siamo a Verrua Savoia, in provincia di Torino, un comune con 1400 abitanti nelle campagne piemontesi. Qui, grazie al lavoro dei ricercatori del Politecnico di Torino, guidati da Daniele Trinchero, i cittadini sono anche gestori di una rete internet a banda larga. Attraverso l’associazione di promozione sociale “Senza Fili, senza Confini”, di cui Trinchero è presidente, il Comune ha eliminato il digital divide e portato la banda larga nel proprio territorio che si estende per circa 30 chilometri attraverso tecnologie wi-fi, realizzate dall'equipe di esperti dei laboratori iXem del Politecnico. L'idea rivoluzionaria, diventata poi realtà dopo anni di sperimentazione, sta facendo il giro del mondo. L'impresa dell'associazione ha catturato l'attenzione, solo per fare degli esempi, di Al Jazeera, Chinacentraltelevision? e Bbc. Ma la lista delle emittenti che hanno visitato il piccolo comune per vedere con i loro occhi quello che ricercatori e cittadini insieme hanno creato è molto più lunga.

Senza fili senza confini è oggi primo operatore di comunicazione non profit. E' un'associazione registrata come Internet service provider presso il ministero dello Sviluppo economico. Nasce il 18 ottobre 2014 in un territorio da sempre digital-diviso, e lì ha sede, presso la Fortezza recentemente restaurata. Rappresenta la naturale continuazione di un percorso di ricerca scientifica e sociale, attuato dai Laboratori iXem del Politecnico di Torino, in collaborazione con il Comune di Verrua Savoia, il Consorzio Top-Ix, il ministero della Sviluppo economico e un consistente numero di sperimentatori, che ha il merito di aver dimostrato che un servizio importante come la connettività a banda larga può essere portato nei luoghi periferici a condizioni economicamente sostenibili, a patto di utilizzare tecnologie appropriate. Ed è proprio per la conclusione a cui il progetto ha portato che 29 sperimentatori di Verrua hanno deciso di unire le proprie forze, costituendo l'associazione Senza fili senza confini, e far diventare la sperimentazione realtà. Il gruppo di cittadini "sperimentatori" hanno unito i loro sforzi ed insieme si sono fatti carico degli investimenti per accedere alla banda larga, acquistandola in gruppo, con costi quindi più accessibili, evitando agli operatori tradizionali investimenti dedicati. "L’attività dell’associazione si configura, proprio per questi motivi, in supporto e non in concorrenza con gli Internet service provider tradizionali, dei quali può essere considerata uno strumento operativo per ridurre il divario digitale che ancora caratterizza l’Italia, paese dalla conformazione geografica complessa", spiega l'associazione in una nota stampa.

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