Giovedì, 5 Agosto 2021
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Futuro della Cavallerizza Reale: un passo avanti dalla città, un possibile passo indietro dall’Unesco

Il complesso nacque da un grandioso progetto di riorganizzazione urbanistica ideato da Carlo Emanuele II di Savoia nel 1668

L’Assemblea Cavallerizza 14:45, nata per difendere la Cavallerizza Reale di Torino dalla vendita, ha deciso di dotarsi di uno strumento giuridico che supporti dal punto di vista legale l’azione della cittadinanza nella difesa del bellissimo polo barocco divenendo quindi associazione “SalviAmo Cavallerizza”.

Il complesso della Cavallerizza Reale finì in un fondo di cartolarizzazione e venne messo in vendita nel 2012 al prezzo di 11,5 milioni di euro. Nata da un grandioso progetto di riorganizzazione urbanistica ideato da Carlo Emanuele II di Savoia nel 1668, si estende su vari edifici e zone cortilizie per 14.500 metri quadri. Il complesso costituiva porzione delle ex scuderie reali e maneggi, in diretto collegamento con Palazzo Reale.

Le condizioni disastrate del bene, nonostante sia stato riconosciuto dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”, nonché l’occupazione da parte di Assemblea Cavallerizza, hanno fatto sì che ogni asta andasse deserta. Unesco che ha inoltrato domande formali al Comune di Torino, dopo la sollecitazione dell’Assemblea, in merito alla privatizzazione in corso. Al Mibact e alla Soprintendenza torinese, nella persona della delegata italiana Vincenza Lomonaco, è arrivata la lettera, firmata dal direttore del centro per il patrimonio mondiale Mechtild Rössler, vagamente minacciosa in cui si può leggere: “Ai sensi del paragrafo 174 delle linee guida per il Patrimonio dell’Umanità vi chiediamo, di verificare il contenuto delle informazioni che abbiamo ricevuto e ci aspettiamo al più presto chiarimenti in proposito”. 

Le condizioni attuali della cavallerizza, sinteticamente riconducibili al cambio di proprietà/vendita, possono per l’Unesco “Determinare la diminuzione di protezione di un bene Patrimonio dell’Umanità”. 

Il Comune di Torino, proprietario del bene, nell’incontro del 17 febbraio 2016 dal titolo “Verso il Masterplan alla Cavallerizza Reale” - workshop di confronto tra Università e Città, il Sindaco di Torino, Piero Fassino insieme all’Assessore al Patrimonio Gianguido Passoni, ha presentato al Rettore dell’Università Gianmaria Ajani e ai docenti e studenti dell’Ateneo i punti saldi della bozza di Masterplan tuttora in corso di elaborazione, rassicurando sulla destinazione e vocazione culturale della Cavallerizza Reale. “L’Università intende essere un interlocutore centrale in questo dibattito” ha dichiarato Gianmaria Ajani, Rettore dell’Università di Torino “per la sua funzione di catalizzatore del cambiamento culturale capace di incidere sullo sviluppo sociale, economico e culturale dei territori”.

Di particolare interesse per l’Università l’opportunità che le sue azioni dedicate agli studenti per l’acquisizione di competenze nel campo della creatività culturale, possano trovare uno spazio di sviluppo nell’area delle Pagliere del compendio della Cavallerizza Reale. Pagliere bruciate misteriosamente il 30 agosto 2014, un incendio doloso di cui rimangono ignoti i responsabili. Nelle settimane successive alle fiamme paventarono il loro interesse un fondo nazionale ed uno internazionale, ma la trattativa non ebbe alcun esito. Il capitale da investire per restaurare l’intero stabile è stato calcolato in ottanta milioni di euro.

Da sottolineare che parte del complesso è uscita dal fondo di cartolarizzazione in virtù delle pressioni espresse dalla cittadinanza. Una scelta presa dall’assessore al bilancio Gianguido Passoni e dal sindaco Piero Fassino. L’occupazione, forte di diecimila firme raccolte in due anni, con la creazione dell’Associazione “SalviAMO Cavallerizza” vuole dotarsi di uno strumento dispiegabile su tre fronti: azioni legali, raccolta fondi per la tutela del bene architettonico, dare la possibilità ai cittadini di sostenere formalmente le iniziative a tutela della Cavallerizza Reale.

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