Giovedì, 24 Giugno 2021
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Allarme in Piemonte, inquinamento in aumento: nel 2015 caldo e piogge scarse

L'annata passata, emblematica dal punto di vista climatico per alte temperature e siccità, è la causa dell'aumento dei valori atmosferici inquinanti, registrati dopo l'ultima misurazione

In Piemonte è in aumento l'inquinamento atmosferico. A dare l'allarme Angelo Robotto, direttore generale di Arpa Piemonte che, in seguito agli ultimi dati presentati, ha spiegato come, a causa di un anomalo 2015 dal punto di vista climatico, Ozono e PM 10 abbiano subìto recentemente, dopo le ultime misurazioni, un preoccupante incremento. L'annata passata, caratterizzata da temperature sopra la media in estate e siccità in inverno - con piogge e neve scarse -, è stata infatti emblematica.

"Aria, acqua e territorio risentono del cambiamento climatico in modo sempre maggiore - ha precisato Robotto -. Il 2015 è stato il più caldo in Piemonte degli ultimi 60 anni e sono stati registrati eventi la cui frequenza è destinata ad aumentare: periodi di siccità anche prolungati, che hanno portato una riduzione dei deflussi dei corsi d’acqua, e piogge eccezionali per intensità, con conseguenti danni".

Ma a cosa può portare questo cambiamento generalizzato di clima? Innanzitutto è stato rilevato un boom di allergie: già a gennaio, secondo alcuni dati, i soggetti allergici o intolleranti sono arrivati al 20% della popolazione. E' stato calcolato inoltre che entro il 2040 a Torino, nei mesi estivi, la temperatura media potrebbe salire da 28 a 30 gradi, con conseguenze serie per la salute delle persone. Nel 2015, a causa delle temperature elevate, sono decedute infatti oltre 470 persone in più, fra gli over 65.

"Il clima si sta 'tropicalizzando' e ciò che possiamo fare - ha commentato la notizia Alberto Valmaggia, assessore regionale all'Ambiente - è cercare di mettere in campo ogni sforzo possibile per massimizzare l'efficacia delle nostre politiche. Cominciando dalla raccolta rifiuti e aumentando le tariffe per chi sceglie di portarli in discarica anzichè differenziare. E ancora l'obbligo di pulizia dei pozzi agricoli che, essendo ancora troppo contaminati, causano danni alle acque profonde".

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