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Carmagnola, raccolte più di 11mila firme contro il deposito di rifiuti nucleari

I cittadini dicono no all'ipotesi di scorie radioattive sul territorio

Superano quota 11mila le firme raccolte per dire no ai rifiuti nucleari sul territorio di Carmagnola. Il Comitato civico nato proprio per contrastare questa ipotesi, con portavoce il sindaco Ivana Gaveglio, ha lanciato già qualche settimana fa, una petizione online sulla piattaforma Change.org che fino ad ora ha raccolto circa 5.500 firme.

Sommate a quelle raccolte fisicamente nei banchetti allestiti per la città, si è superato il traguardo delle 11mila adesioni.  Ma occorre fare di più affinché la petizione abbia peso quando verrà inviata alla Sogin S.p.A., al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell'ambiente. 

La vicenda in breve 

Il 30 dicembre 2020 il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell'Ambiente hanno rilasciato il nulla osta alla desecretazione e alla pubblicazione della Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale di smaltimento dei rifiuti radioattivi.

La Città di Carmagnola è venuta a conoscenza dagli organi di stampa di essere stata inclusa nell’elenco dei 67 siti potenzialmente idonei ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Il territorio non è stato in alcun modo coinvolto o interpellato rispetto a questa opera e la comunicazione improvvisa dell’inserimento in questo elenco ha generato nei cittadini residenti in tali aree una forte preoccupazione e confusione.

Un territorio non idoneo 

L’ubicazione è stata individuata nella storica frazione di Casanova, un’area che vanta una storia unica con la maestosa Abbazia cistercense del XII sec. con chiesa, monastero e cripta. Un territorio che vive soprattutto di agricoltura, in cui si coltiva da secoli la terra e che offre prodotti di grande qualità come il peperone e il porro lungo dolce.

Domenica 17 gennaio in occasione delle celebrazioni di Sant’Antonio Abate - patrono dei contadini e degli allevatori – in frazione Casanova si è svolta una messa durante la quale il parroco don Iosif Patrascan ha letto una lettera inviata dall'Arcivescovo di Torino Mons. Cesare Nosiglia per manifestare la sua vicinanza. Inoltre sono sati benedetti i campi e gli animali e alla fine, oltre 200 trattori hanno creato una suggestiva e rumorosa marcia di protesta nei limitrofi terreni, individuati tra i papabili per il deposito nazionale di scorie radioattive.

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