Task force del Politecnico: come riaprire le scuole, al via i beta-test in 5 scuole torinesi

Per garantire la sicurezza

immagine di repertorio

Numeri ridotti di alunni in ciascuna classe, alternanza di didattica in presenza e a distanza, potenziamento della teledidattica intesa come opportunità formativa. Sono alcune delle principali misure suggerite dal Rapporto “Scuole aperte, Società protetta” pubblicato questa mattina dal gruppo di lavoro coordinato dal Politecnico di Torino nell’ambito del progetto “Imprese aperte, lavoratori protetti”, che ha fornito le prime indicazioni per una ripresa di servizi e attività produttive nella Fase 2. Il Rapporto è stato redatto con il contributo di Città di Torino, Città Metropolitana, Regione Piemonte, Ufficio Scolastico Regionale, Ordine degli Ingegneri e di numerose associazioni e istituzioni che operano nel settore dell’educazione e della scuola.

“La scuola e i servizi educativi per la prima infanzia sono altrettanto cruciali delle attività produttive per la ripresa del Paese e il sistema educativo risponde a problemi di conciliazione famiglia-lavoro per i genitori, ma soprattutto ai diritti costituzionali dei bambini e ragazzi a ricevere un’istruzione e ad avere accesso alle risorse per il pieno sviluppo delle proprie capacità”, commenta il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco, che prosegue: “Esigenze e diritti che sono stati, forse inevitabilmente, compressi in queste settimane con conseguenze negative che hanno allargato le disuguaglianze sociali tra bambini”.

Politecnico di Torino "Scuole aperte, società protetta": le indicazioni per la fase 2 e la fase 3

Il tema della riapertura delle scuole è, quindi, tanto complesso quanto importante da affrontare, anche per i numeri di soggetti che coinvolge: la scuola statale italiana conta oltre 8 milioni di studenti e 1,2 milioni di operatori, a cui si aggiungono i dati relativi alle scuole paritarie (circa 950.000 studenti e 200.000 docenti) e dei centri di formazione professionali (con un bacino di oltre 140.000 studenti e 20.000 formatori).  A queste cifre si sommano quelle proprie di Nidi e Scuole dell’Infanzia. 
Il Rapporto prende dunque in considerazione queste dimensioni, oltre ad affrontare sotto il profilo tecnico-scientifico la prevenzione e mitigazione del rischio di trasmissione del contagio da SARS-CoV-2 nell’ambito del sistema scolastico dell’obbligo ma anche nel sistema educativo per la fascia 0-6 anni, che ormai fa parte a pieno titolo del sistema istruzione anche a livello normativo.

I 23 estensori del documento partono dai principi del rapporto “Imprese aperte, lavoratori protetti” per approfondire il tema del rientro in aula. L’analisi prende avvio dalla definizione della possibilità di applicazione dei principi di 

  • distanziamento sociale;
  • igiene personale e degli ambienti;
  • utilizzo dei dispositivi di protezione nei contesti scolastici.

La prima indicazione è quella della necessità di: 

  • ridurre la numerosità delle classi, a partire dai nidi e fino ad arrivare alle scuole superiori. 
  • ridefinire i layout delle aule e degli spazi comuni.

Questi ultimi dovranno cambiare, per garantire percorsi unidirezionali e il distanziamento necessario a limitare il contagio.

Diventa fondamentale quindi: 

  • prevedere turnazioni nelle classi, a partire dalla scuola primaria, per assicurare numeri contenuti in aula,
  • dare la possibilità ad un’altra parte di alunni di  seguire le lezioni da casa.

A tutti i bambini e le bambine, infatti, dovrà essere garantita  la possibilità di vivere anche l’esperienza della scuola in presenza.  Le esperienze educative extra familiari precoci, infatti,  sono molto importanti per tutti i bambini, ma soprattutto per i più svantaggiati economicamente e socialmente, o con qualche disabilità. 

Anche nelle fasi 2 e 3 sarà comunque importante la didattica online, integrata con quella in presenza e garantita per tutti grazie ad investimenti in tablet e pc per tutti. Si propone nel Rapporto di potenziare anche la figura dell’animatore digitale, che può svolgere il ruolo fondamentale nel supporto tecnico a docenti e famiglie sull’uso di piattaforme e device.

Per tornare alla presenza in aula il Rapporto definisce come “necessaria la definizione di un Protocollo nazionale, analogo a quelli redatti per la ripartenza delle attività produttive, che dovrà trovare concretezza, declinazione specifica ed operatività nelle singole diverse realtà scolastiche, attraverso la stipula di “Protocolli di sicurezza anti-contagio” ad hoc per le istituzioni scolastiche e formative e per i servizi educativi”. 

Politecnico di Torino "Scuole aperte, società protetta": come far ripartire le scuole, al via i beta test 

Proprio in questa direzione, il gruppo di lavoro coordinato dal Politecnico è in contatto con la task force del Ministero dell’Istruzione coordinata da Patrizio Bianchi e nelle prossime settimane potrà contribuire alla definizione delle linee guida nazionali che si avvarrà dell’esperienza che verrà maturata con un piano di analisi di dettaglio di alcuni istituti scolastici, scuole dell’infanzia e asili nido selezionati dagli organismi competenti cittadini e regionali come beta-tester.

Intanto, sono cinque le strutture cittadine, tra asili nido e scuole materne, dove saranno realizzati i "beta test". I piani di riavvio del Politecnico di Torino prevedono l'avvio di una sperimentazione con l'analisi di tutte le procedure organizzative relative:

  •  ai turni; 
  • all'uso degli spazi;
  •  ai flussi in entrata
  • ai flussi in uscita.

Questo verrà fatto per raggiungere l'obbiettivo di rispondere ai bisogni dei piccoli utenti e delle loro famiglie e di rideterminarli in rapporto alla tutela della salute pubblica, adottando le misure più idonee per contenere il rischio di trasmissione del contagio da Coronavirus, nella fase di ripresa delle attività scolastiche.

“Il nostro contributo al lavoro svolto dal Politecnico – spiega l’assessora all’Istruzione, Antonietta Di Martino - si è concentrato sulla fascia 0-6. Più i bambini sono piccoli più occorre fare valutazioni specifiche nelle singole strutture, tenendo conto che le necessità di accudimento richiedono un rapporto personale diretto e risulta quindi impossibile attuare misure di distanziamento interpersonale. Un lavoro basato, come principio di fondo, sulla necessità di integrare i diritti fondamentali delle bambine e bambini, ragazze e ragazzi allo studio, al successo formativo, e all’inclusione con la tutela della salute e sicurezza di allievi, personale e tutti i soggetti impegnati nel mondo scolastico e tenendo presenti le necessità di conciliazione famiglia lavoro dei genitori. Tra le soluzioni per la fase di transizione e per la riapertura sono state proposte la facilitazione della formazione tra le famiglie di micro-comunità spontanee per accogliere piccoli gruppi di bambine e bambini sotto la guida del nido di riferimento, l’organizzazione di un ventaglio di possibilità per i mesi estivi, anche utilizzando forme “a bassa soglia” cioè con orario limitato come ludoteche, attività di gioco, ecc., attivando tutte le collaborazioni pubbliche e private già presenti nel sistema educativo. Naturalmente tutto da realizzare – sottolinea Di Martino – definendo un Protocollo nazionale sulle procedure di sicurezza per le riaperture e considerando le necessità di stanziamenti per affrontare i maggiori costi materiali e organizzativi”.

Per la definizione di un nuovo modello organizzativo per la ripresa delle attività nelle scuole, a partire dalle strutture educative per l’infanzia, per i principi di base generali di prevenzione e contenimento del contagio si è tenuto conto, dal punto di vista tecnico:

  • della rarefazione delle presenze con la formazione di piccoli gruppi stabili;
  •  del distanziamento, attraverso l’uso opportuno di tutti gli spazi disponibili, dentro e fuori delle strutture scolastiche;
  •  l’uso di dispositivi;
  •  la sanificazione di arredi;
  •  materiali didattici e ambienti; 
  • la promozione di comportamenti responsabili tramite, l’informazione e formazione di tutti.

Le cinque strutture cittadine dove saranno realizzati i “beta test” sono quelle comunali del Nido d'infanzia Bianca & Bernie di Via Ventimiglia, 112 e della Scuola dell'infanzia G. Fanciulli di Via Mercadante 129, le strutture private Asilo Nido Birimbao di Corso Moncalieri, 203 e Scuola paritaria convenzionata con il Comune di Torino (con sezione primavera aggregata) S.Bonacossa di Via Nizza 22/F, e il complesso di via Bardonecchia, 34 (che comprende nido, scuola dell'infanzia, scuola secondaria di primo grado, servizi del centro civico)

Potete leggere il rapporto completo del Politecnico di Torino "Scuole aperte, società protetta" al seguente indirizzo.
 

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