"Wild years", un ritratto di Tom Waits al Teatro Studio Bunker

Al via la stagione del Teatro Studio Bunker, la nuova sede della compagnia di musica-teatro Accademia dei Folli inaugurata a febbraio, poco prima della chiusura forzata di tutte le attività artisiche causa Covid-19. L’apertura della stagione è con una nuova produzione del progetto #portraits, con il quale i Folli disegnano personali percorsi, raccontati attraverso le loro canzoni, di grandi cantautori italiani e internazionali del ‘900, da Bob Dylan a Fabrizio de André, da Leonard Cohen a Bruce Springsteen, da B.B. King a Fred Buscaglione.  Venerdì 25 e sabato 26 settembre la musica e la poesia di Tom Waits saranno i protagonisti, alle 21, dell’apertura ufficiale al pubblico del Teatro Studio Bunker.

Chi è Tom Waits? Un musicista? cantante? Un poeta? Un attore? Uno scrittore? Un clochard con la gola distrutta da troppe sigarette? Un romantico alcolizzato con la voce di un predatore sociopatico, uno che dalla pizzeria Napoleone di National City, California, sognava Dylan e Kerouac, abbracciava l’antiamericanismo di Bukowski e che in poco tempo avrebbe fatto incontrare idealmente Kurt Weill e Captain Beefheart, Federico Fellini e Francis Ford Coppola. Forse Waits è tutte queste cose insieme e nessuna di esse.  Il critico musicale Daniel Durchholz descrisse la voce di Waits come se fosse stata immersa in un tino di whisky, poi appesa in un affumicatoio per qualche mese e infine portata fuori e investita con una macchina.

Wild years - questo il titolo dello spettacolo, tratto dall’album di Tom Waits del 1987 Franks Wild Years - non è una biografia in musica su Tom Waits: l’artista americano è sempre stato molto abile a nascondersi dietro i cancelli della sua vita privata e tutti i biografi che hanno cercato di avvicinarsi a lui non si sono mai scrollati di dosso quella antipatica sensazione di essere stati sgraditi ospiti.  Sono dunque i protagonisti dei suoi brani a raccontare al pubblico questo straordinario personaggio che da più di quarant'anni influenza centinaia di artisti. Qualche esempio? Un lupo mannaro innamorato che ulula nella notte di un quartiere malfamato, un clown vestito di stracci che parla all'ultima goccia di whisky rimasta nella bottiglia. Un giocoliere di parole fermo ad un incrocio, un terremoto che scuote le fondamenta dell'anima con la leggerezza di una piuma.

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