"Vladimiro", Jurij Ferrini in live streaming

Un attore confuso e perso nella solitudine di un teatro chiuso, quasi ne fosse prigioniero. In scena solo una telecamera, forse una spia rossa: quella piccola luce diventa il mondo in grado di ascoltare l’artista. Jurij Ferrini il 28 novembre 2020 alle ore 21 sarà "Vladimiro", per il cartellone Solo in Teatro di Fondazione Cirko Vertigo. Una stagione che ha fatto della capacità di trasformare la modalità di rapportarsi al pubblico la sua forza, proprio come Vladimiro in scena.

Come fare

Lo spettacolo sarà visibile, sia in live streaming sia successivamente on demand, registrandosi sulla piattaforma www.niceplatform.eu al costo di 3,50 euro. Si può acquistare il singolo biglietto o scegliere la formula Pacchetto o Abbonamento, o ancora è possibile sostenere il progetto con una donazione che consente una fruizione libera per un intero anno a tutti i contenuti. I primi quattro appuntamenti della stagione sono seguibili on demand con le stesse modalità.  

Jurij Ferrini, attore e registra teatrale, creerà un patchwork di frasi che provengono dal testo simbolo dell’assenza di senso dell’esistenza umana, Aspettando Godot, opera di Samuel Beckett, scritta verso la fine degli anni Quaranta, e mai come oggi tanto attuale. Da quella piccola luce per Vladimiro potrebbe arrivare una soluzione al suo problema, il fatto di non avere nessun essere umano a cui raccontare alcunché.

"Un esperimento"

“Questo spettacolo per me sarà una sorta di esperimento – racconta Jurij Ferrini – Sono abituato a interagire molto con il pubblico in teatro e il fatto di esserne privato sarà una cosa nuova. Vladimiro è una sorta di clochard clownesco, si troverà dentro un teatro e gli sembrerà di riconoscere questo ambiente a lui familiare, ma non vedrà pubblico”. Questa condizione per l’attore riflette il senso di straniamento che abbiamo vissuto con questa pandemia: i negozi chiusi, le strade deserte del lockdown, erano ambienti per tutti noi noti, ma al tempo stesso completamente diversi rispetto a come eravamo abituati a vederli fino a quel momento. “Ho scelto Vladimiro – prosegue Ferrini – perché incarna la perfetta intuizione inconscia sulla carenza di senso dell’epoca attuale, Beckett l’ha narrata perfettamente. Sapremo leggere l’avviso disperato che ci arriva dal pianeta? Fino a che non lo sapremo leggere, Vladimiro sarà attuale”.

L’artista, per il suo spettacolo, non prevede l’utilizzo di luci o musiche particolari: “Mi lancerò in un silenzio stratosferico, senza musiche. Non voglio che al pubblico arrivino 25 minuti di tristezza bensì di riflessione. Ci ritroveremo così come quegli animali selvatici che durante il lockdown si sono ripresi lo spazio lasciato vuoto degli uomini. Guardandoli sembrava si stessero chiedendo: dove sono andati tutti?”. Vladimiro in scena resterà così privo di una sequenza logica, muovendosi nello spazio del teatro quasi fosse un cimelio di un’epoca passata, toccandolo, accarezzandolo, declamando il testo che ricorda, facendosi domande e dandosi risposte da solo.

La carriera

Attore, regista teatrale e fondatore del Progetto U.R.T., una Compagnia Teatrale Indipendente, che nel 1999 ottiene il riconoscimento dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Jurij Ferrini, 50 anni, è legato al Teatro Stabile di Genova sia da studente, che da attore emergente, fino al 2004. Dal 2005 lavora con il Teatro stabile di Torino collaborando con importanti registi italiani come Gabriele Vacis, Beppe Rosso e Cristina Pezzoli. Vincitore del Premio Gassman e del Premio Olimpico di Vicenza organizzato dall'ETI. Fonda e dirige dal 2016 la Shakespeare School, una scuola di perfezionamento per attori, con sede a Moncalieri (TO) con il patrocinio e il sostegno della Regione Piemonte.

Al Cafè Muller

Come per i precedenti appuntamenti, a precedere lo spettacolo, un docufilm fatto con le riprese del dietro le quinte e le interviste all’artista, realizzate durante la sua settimana di residenza in teatro, per un totale di circa 50 minuti di spettacolo, fra docufilm e performance.  Gli spazi del Teatro Café Müller di Torino, con la nascita di questa stagione teatrale, si sono trasformati in un vero e proprio set cinematografico, adattandosi e trasformandosi per rispondere con forza alla crisi del settore, che ha visto chiudere, aprire e poi chiudere di nuovo i teatri a causa della pandemia. Nasce quindi un nuovo modo di stare in teatro che vede coinvolti alcuni dei più grandi esponenti italiani e internazionali dei generi teatro-danza-musica-circo. Obiettivo del progetto: svelare gli aspetti inediti della professione dell’artista e permettere ad artisti e tecnici di continuare a produrre arte e cultura, anche in un momento di grandissima difficoltà.

Dopo Ferrini, nel 2020 andrà ancora in scena, il 12 dicembre alle ore 21, Nicoletta Cabassi, con la sua danza in continua trasformazione di In divenire/In becoming. Su Niceplatform si trovano tutte le nuove date già fissate per il 2021, fra cui spiccano, fra gli altri, nomi come quello del comico Leo Bassi, dell’attore Roberto Zibetti e della danzatrice Michela Lucenti.

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