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L'allestimento della Venere

L'allestimento della Venere

Musei Reali, la Venere del Botticelli torna a casa per le festività

In mostra da venerdì 22 dicembre

Rientra a Torino, proprio per le feste di Natale, la Venere del Botticelli. Dopo una trasferta a Tbilisi, in Georgia, dove il capolavoro è stato esposto per il progetto "Valori universali" in rappresentanza dell'Italia, l'opera d'arte da oggi, venerdì 22 dicembre sarà di nuovo in mostra per i visitatori al primo piano della Galleria Sabauda.

Un po' di storia

La prima traccia dell’opera risale al 1844 quanto fu acquistata da un reverendo inglese, che in seguito la cedette a un barone. L’opera si pensava perduta nell’incendio della casa di quest’ultimo ma fu ritrovata dagli eredi da cui la acquistò il grande collezionista biellese Riccardo Gualino. Nel 1930 la Venere, realizzata da Botticelli con la collaborazione dei suoi allievi, divenne patrimonio della Galleria Sabauda.

La genesi della “Venere di Torino” è senz’altro da ricercarsi in La nascita di Venere, oggi custodita presso gli Uffizi di Firenze. Quest’ultima ottiene da subito un grandissimo successo, tanto che già all’epoca la committenza chiese che venissero realizzate altre immagini di questa straordinaria bellezza femminile. Botticelli sceglie di ritrarre esclusivamente la figura della Venere, la fa stagliare sullo sfondo nero, quasi una scultura vivente.
Solo tre Veneri sopravvivono, attribuibili a Sandro o alla sua bottega: la Venere di Berlino, quella di Torino e una già in collezione privata a Ginevra. Le prime due sono state esposte entrambe ai Musei Reali in occasione della prima edizione di Confronti, nel 2016. Si tratta di nudi monumentali, che possono essere annoverati tra i primi dipinti profani dell’Europa postclassica e che trovano ispirazione in un modello antico che conosciamo come Venere de’ Medici, o Venere pudica, dove la Dea è sorpresa a coprirsi con le mani il seno e il pube.

Le altre mostre ai Musei Reali

Oltre agli abituali percorsi di visita, sono numerose le mostre in corso. Fino al 14 gennaio nelle Sale Chiablese rivive la produzione degli ultimi trent’anni della vita di Miró: un periodo indissolubilmente legato alla “sua” isola, Maiorca, dove negli anni Sessanta e Settanta si è dedicato a temi prediletti come donne, uccelli e paesaggi monocromi. In Galleria Sabauda il pubblico può riscoprire l’immenso patrimonio dei Musei Reali legato alla storia dell’arte del territorio, grazie al nuovo allestimento permanente.

Un’altra armonia. Maestri del Rinascimento in Piemonte. Grazie alla sua componente multimediale, il nuovo percorso permette al pubblico di viaggiare all’interno di questo vivace periodo storico, mettendo le opere in dialogo con contenuti interattivi musicali e video. Prosegue la mostra Piranesi. La fabbrica dell’utopia: oltre a una selezione di 93 tra le opere più significative del grande artista veneto, il visitatore si troverà catapultato all’interno delle celebri Carceri, riproposte in 3D all’interno della sala immersiva. 

E per dare la possibilità a tutti coloro che se le sono perse nei mesi precedenti, sono prorogate fino all’anno nuovo le mostre in Galleria Sabauda Confronti/3: Pittura come scultura. Cerano e un capolavoro del Seicento lombardo, Scoperte/2: Le invenzioni di Grechetto (fino al 21 gennaio 2018), Le bianche statuine. I biscuit di Palazzo Reale (fino all’11 febbraio 2018) e, al Museo di Antichità, Prima del bottone: accessori e ornamenti del vestiario nell’antichità (fino al 18 febbraio 2018). Domenica 24 e 31 dicembre i Musei Reali saranno aperti dalle 9 alle 14 (chiusura biglietteria ore 13), mentre rimarranno chiusi lunedì 25 dicembre e 1 gennaio; tutti gli altri giorni saranno osservati consueti orari di apertura.

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