Giovedì, 16 Settembre 2021
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La Vedova Allegra al Concordia: un grande spettacolo per una grande operetta

Il 29 marzo è andata in scena al teatro Concordia di Venaria La Vedova Allegra di Franz von Lehar, uno degli spettacoli più classici per gli amanti dell'operetta

Sabato 29 marzo è andata in scena presso il teatro della concordia di Venaria l'operetta più famosa, "La vedova allegra" di F. Lehar, che anche in questa situazione ha saputo richiamare un vasto pubblico.

La differenza rispetto alle altre operette si è notata perché l'allestimento non è quello tipico: l'orchestra ha cancellato il ricordo di alcune moderne rappresentazioni in ambito operettistico, dove tutto è sostituito da basi musicali o da piccoli ensamble. A dirigere l'orchestra figurava anche il maestro Francesco Cavaliere che si dimostra, anche in questa occasione uno tra i direttori più ferrati in questo genere.

A differenziare questa produzione dalle altre è anche la presenza di un coro non formato da ballerini come spesso accade ma da cantanti lirici veri e propri le cui voci risultavano ben coordinate e mature nonostante la giovane età di moltissimi componenti.

Per quanto riguarda l'allestimento scenografico si è scelto di rappresentare un salone delle feste come in molte regie tradizionali, dove a spiccare sono principalmente i bellissimi costumi della sartoria Bianchi di Milano.

La trama è stata rispettata senza tagli eccessivi e per una volta i personaggi del libretto sono tutti presenti in scena. Trattandosi di una compagnia che come si è notato è composta principalmente da giovani si è restati piacevolmente sorpresi dalla bravura e la presenza scenica di molti dei membri della compagnia.
Come la giovanissima Hanna Glawari (Ilaria De Santis), che ha stupito per la sua sicurezza in palcoscenico dimostrandosi una giovane promessa che con le giuste correzioni tecniche dovute all'età potrà ottenere grandi soddisfazioni.

Al fianco della ricca vedova ecco il conte Danilo (interpretato dal giovane baritono torinese Enrico Gaudino). La voce del giovane baritono nonostante un po di emozione palpabile in particolare nel primo atto si è rivelata molto calda e brillante, rendendo il famosissimo duetto finale "Tace il Labbro" un momento davvero di altissima espressione canora e musicale. Nel ruolo di Valancienne vi era la giovane soprano messicana Laura Romo, che si è rivelata la voce più matura sul palcoscenico, esplosiva nella scena delle grisettes dove dimostra anche un' ottima presenza scenica. Anche il tenore Roberto Caccamese non è stato da poco: il peso vocale ha sorpreso, come la chiarezza della pronuncia, denotando solo un po' di inesperienza sugli acuti.

Di buon livello anche gli attori, Niegus è Claudio Bertoni (volto assai noto nell'operetta torinese, nonchè regista dello spettacolo). Antonello Ligia è stato un Barone Zeta che è risultato simpatico e preparato nonostante lasci cantare tutte le sue parti al consigliere Prittish. Molto divertenti anche le figure di Kromow (Pietro De Fino) e Sylviane (Monica Molinari).

Nonostante sia da criticare un po' di inesperienza da parte di alcuni membri della compagnia, si è restati soddisfatti della buona resa dello spettacolo.

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