L'INTERVISTA: Antonella Parigi, ideatrice e coordinatrice di Torino Spiritualità

Torino Spiritualità è giunto all'ottava edizione. Il tema di quest'anno è il "sorriso", un elemento che accomuna tutti e rende positivi anche in periodo di crisi

Antonella Parigi, direttrice del Circolo dei Lettori

L'ottava edizione di Torino spiritualità, che si apre quest'oggi (mercoledì 26, ndr) e terminerà domenica 30, annovera 130 ospiti e conferma un programma ricco di conferenze e spettacoli dislocati in 26 diversi luoghi della città. Il festival anche quest'anno parlerà a un pubblico di persone che "condividono interessi, stili di vita e ritengono la spiritualità ancora importante", come dice Antonella Parigi, direttrice del Circolo dei Lettori e ideatrice dell'evento.

Antonella Parigi, partiamo dal tema di quest'anno: perché in un momento di crisi economica e politica avete scelto il "sorriso"?

"Innanzitutto perché sono un'inguaribile ottimista... A parte le battute, io penso che tutto vada contestualizzato storicamente e vedo le crisi come la morte ma anche la nascita di qualcosa. Il sorriso è una postura fatta di misura e rispetto e cela al suo interno una critica sia al cinismo che alla risata grossolana diffusa nel nostro tempo".

A Torino Spiritualità ci sono ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo, quanto è importante questa compresenza?

"Molto. Questo tipo di trasversalità è una caratteristica già presente nelle passate rassegne: noi partiamo dal presupposto che molte persone sviluppino un percorso comune anche se su strade diverse. Cerchiamo le similitudini piuttosto che le differenze".

A che tipo di pubblico si rivolge il festival?

"Il nostro è un pubblico molto affezionato, ma anche diversificato: per esempio il 30-40% proviene da fuori città. L'ubicazione degli eventi in vari luoghi della città è una scelta che va nella direzione di valorizzare la trasversalità del nostro pubblico".

La crisi economica si fa sentire anche per una festival com Torino Spiritualità?

"Non si può negare che rispetto alla prima edizione la situazione sia radicalmente cambiata, basti pensare che oggi abbiamo la metà del budget di allora. Io penso però che la sfida del futuro sarà imparare a utilizzare al meglio le risorse a nostra disposizione senza non dobbiamo dimenticare che la tecnologia e la rete ci offrono possibilità fino a qualche anno fa sconosciute".

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