"Sulle tracce di Raffaello", i Musei Reali rendono omaggio al grande maestro del Rinascimento

Dal 30 ottobre al 14 marzo 2021

L'allestimento della mostra (foto di Daniele Bottallo)

Dal 30 ottobre al 14 marzo 2021 nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda si potrà visitare la mostra "Sulle tracce di Raffaello". Si tratta di un'esposizione allestita in 33 opere, secondo un percorso che illustra la diffusione in Piemonte, dei modelli derivati dall'arte di uno dei maestri del Rinascimento Italiano e degli avvenimenti che lo coinvolgono. La mostra è visitabile dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 18, con il biglietto ordinario dei Musei Reali.

Il percorso

La prima parte della mostra è dedicata alle copie antiche della famosa Madonna d’Orléans, opera giovanile di Raffaello forse appartenuta al duca Carlo II di Savoia, oggi conservata presso il Museo Condé di Chantilly e replicata già nella prima metà del Cinquecento da alcuni dei principali artisti attivi in area piemontese. Deriva da un modello raffaellesco anche la Madonna della Tenda delle collezioni sabaude, restaurata con la collaborazione del Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale e il sostegno di Intesa Sanpaolo. Ritenuta, all’inizio dell’Ottocento, opera autografa del maestro e venduta dal mercante Boucheron come tale nel 1828 al principe di Carignano Carlo Alberto, è stata poi attribuita a collaboratori come Perin del Vaga e Giovan Francesco Penni. Gli approfondimenti condotti di recente, in occasione dell'allestimento, propendono invece per una realizzazione intorno al 1530-1540 a Firenze, in una prestigiosa officina come quella di Andrea del Sarto.

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La seconda parte del percorso presenta una selezione di stampe di soggetto sacro, mitologico e allegorico, dove i modelli di Raffaello sono rivisitati con formidabile perizia tecnica e originale sensibilità chiaroscurale. La circolazione dei modelli attraverso repertori e raccolte di stampe è documentata anche nelle arti minori, come attestano l’arazzo fiammingo con "L’ingresso degli animali nell’arca di Noè", che cita le Stanze Vaticane, e gli smalti su porcellana del pittore ginevrino Abraham Constantin, testimone della fase ottocentesca del culto di Raffaello. L’itinerario si completa lungo il percorso di visita al primo piano della Galleria Sabauda, dove sono esposte opere di autori cinquecenteschi che si misurarono con Raffaello e con l’ideale di un’arte di insuperata perfezione.

"Raffaello ha rappresentato, nei secoli, l'interprete sommo della bellezza e della grazia. Un genio capace di coniugare l'armonia formale con il palpito della vita – ha dichiarato Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali di Torino –. In questa mostra dossier abbiamo raccolto alcuni episodi della seduzione da lui esercitata sui principi di Savoia, con opere ancora poco note, che sono state studiate e restaurate per questa occasione. È un percorso ricco di curiosità e di sorprese, e sono grata a Intesa Sanpaolo per averlo sostenuto e ai restauratori del Centro della Venaria Reale per averci aiutato nella ricerca. Una collaborazione che è, insieme alla mostra, un segno della vita che continua e che ci aiuta forse a guardare oltre alle incertezze e alle paure del tempo presente”.

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