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Code fatte a vuoto al Tff, colpa dei cinema "tagliati": proposto il crowdfunding

Interminabili attese per assistere alle proiezioni in programma con il rischio di non poter acquistare il biglietto per sold out. Colpa di due cinema inutilizzabili a causa dei tagli economici. Per il prossimo anno si studiano soluzioni alternative

Taglio delle sale cinematografiche o snellimento del programma offerto al pubblico? Questi sono i dilemmi che si stanno già ponendo politici e organizzatori del Torino Film Festival per quanto riguarda la prossima edizione.

Il "la" è stato dato dai problemi sorti nel week end torinese, in cui parecchie persone interessate ad acquistare i biglietti per assistere alle proiezioni in programma, in particolare dei film "Let’s go" di Antonietta de Lillo e  "La chambre bleue" di Mathieu Amalric, sono rimaste fuori dai cinema in code interminabili, prima di sapere che i tickets erano esauriti. Una complicazione che in realtà da un lato inorgoglisce la direttrice del Tff Emanuela Martini perché "sold out" fa rima con "successo", ma dall'altro impone uno studio attento di quanto si sta verificando a fronte degli ultimi tagli e soluzioni adatte.

Come sempre il problema è economico. E quando si tratta di cultura non si riesce a fare a meno di tagliare qualcosa. In questa edizione a rimetterci sono state due sale cinematografiche, tra cui quella centralissima del Lux. Mancanze che nel fine settimane si sono notate tutte e che, inevitabilmente, hanno fatto sì che già si ipotizzassero alcune soluzioni.

La prima la dà il direttore del Museo del Cinema, Alberto Barbera, secondo cui potrebbe essere ideale ripristinare i cinema affinché non manchino le sale e, al limite, si potrebbe risparmiare limitando leggermente il programma del Tff. Soluzione che però non trova d'accordo l'assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi, che ha proposto il crowdfunding, ossia un finanziamento collettivo, un sforzo economico di più persone, volto a ridare tutte le sale al Festival, senza rivedere il programma. La discussione è dunque già cominciata e probabilmente prima che verrà presa una decisione passerà un po' di tempo. Intanto, per dirla con parole della direttrice Martini, sarebbe stato più preoccupante se i cinema attualmente in uso per il Torino Film Festival fossero stati mezzi vuoti.

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