Barriera di Milano, riqualificazione spazi esterni scuola Sabin per didattica all'aperto

Avviata la campagna di raccolta fondi “Riprendiamoci il cortile!”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Il cortile di una scuola è uno spazio importante per la socializzazione e la crescita dei bambini, un bene comune, degli alunni, degli insegnanti e della comunità Un bene prezioso soprattutto in tempi di pandemia - per avere aree capaci di accogliere gli allievi in totale sicurezza - e in un quartiere in cui molti bambini hanno solo quello spazio per giocare all’aperto. Il 15 marzo scorso Architettura senza Frontiere Piemonte Onlus (ASF) ha deciso di avviare “Riprendiamoci il cortile!”, campagna di raccolta fondi per la realizzazione di una parte importante di “Sabin Pocket Garden”, progetto per la riqualificazione del cortile della scuola Albert Sabin di Torino ideato e pensato insieme agli allievi dell’istituto.

La campagna di crowdfunding è stata pubblicata sulla piattaforma ideaginger.it, reperibile all’indirizzo www.ideaginger.it/progetti/riprendiamoci-il-cortile-con-il-colore.html insieme a informazioni dettagliate sull’intero progetto di riqualificazione. Un progetto ambizioso che la Onlus piemontese ha deciso di realizzare per step e di portare a termine ricorrendo anche a finanziamenti collettivi dal basso. A un mese dalla scadenza del crowdfunding, fissata al 14 maggio, sono stati superati i 2/3 della somma prefissata e necessaria a realizzare la prima parte delle opere, cifra che deve essere raggiunta totalmente affinché la si possa ricevere, visto che il modello della campagna di ideaginger.it è di tipo all-or-nothing, tutto o niente. Chiamata nel 2015 dalla direzione scolastica dell’istituto di corso Vercelli 157, nel periferico quartiere Barriera di Milano, in tutti questi anni Architettura Senza Frontiere ha sviluppato attività di coesione sociale e di sensibilizzazione su tematiche ambientali e beni comuni rivolte agli allievi, ma anche attività aperte al quartiere. Insieme ad alunni, insegnanti, genitori e associazioni, si è disegnato, dipinto, recitato, filosofeggiato, organizzato feste, si sono creati piccoli giardini in cassetta e si è perfino realizzato un libro con i bambini per bambini ambientato nel giardino della scuola. Un percorso che ha portato al progetto di riqualificazione del cortile dell’istituto, un’area di 4.850 mq poco accogliente, degradata dal tempo e dalla poca manutenzione.

Attraverso laboratori partecipativi e collaborativi, ASF ha deciso di ripensare il cortile insieme ai bambini, per renderlo un luogo bello e accogliente che possa rispondere alle loro necessità e desideri. Finalmente, dopo anni di progettazione, di sensibilizzazione, di confronti con le istituzioni e di raccolta fondi, ASF è riuscita ad ottenere dei finanziamenti, sufficienti però a coprire solamente le spese che riguardano il verde: aiuole colorate e sensoriali, piantumazione di nuovi alberi e orto didattico sul quale i bambini si stanno impegnando in questi giorni. Sono necessari altri interventi fondamentali per poter vivere pienamente il cortile. È necessario riorganizzare il campetto da gioco, che a oggi si presenta con una pavimentazione dissestata e pericolosa, e realizzare un’aula per la didattica all’aperto di cui potranno usufruire più di 500 bambini durante le giornate calde, ma non solo. Con i fondi che si raccoglieranno attraverso questa campagna di crowdfunding verrà realizzato il primo obiettivo, ovvero la nuova pavimentazione del campetto da gioco.

Cuore del progetto è la scuola primaria Albert Sabin, costruita nel 1964 nella periferia di Torino e frequentata da 517 alunni, di cui 354 stranieri. Il progetto di riqualificazione del cortile parte dal principio della scuola come spazio pubblico e dalla convinzione che spazi di qualità possano condurre ad un maggior rispetto dei luoghi, facilitando la didattica e favorendo l’integrazione. Il cortile della scuola è il luogo in cui l’alunno diviene cittadino e l’educazione incontra la Città: i cittadini di domani avranno negli occhi quello che i bambini di oggi stanno vedendo e vivendo. Questo ruolo è ancora più significativo in una scuola di una periferia multietnica, dove spazi marginali e conflittualità possono aggravare situazioni di disagio e dove gli spazi pubblici sono ridotti e spesso poco curati. C’è necessità di spazi di incontro, di verde e di bellezza, c’è bisogno di integrazione, educazione ambientale, partecipazione, visione. I bambini potranno stare più tempo all'aria aperta, a contatto con la natura in uno spazio ampio e ben organizzato che garantisce maggiore sicurezza anche in relazione alla pandemia in corso. Gli insegnanti avranno la possibilità di proporre attività didattiche outdoor e coinvolgere gli studenti in esperienze innovative e sorprendenti, avvicinandoli anche a un rapporto di armonia con la natura.

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