I Piatti Volanti: nella Circoscrizione 8 tutti uniti per portare pasti pronti a chi ne ha bisogno

Il progetto consegna 100 pasti alla settimana ed è nato in aprile per far fronte all’emergenza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

“Eravamo stanchi di rimanere fermi a guardare quello che ci stava succedendo intorno e avevamo il ristorante fermo come tutti. Ci siamo sentiti con i colleghi della Casa del Quartiere di San Salvario e in pochi giorni abbiamo messo su questo progetto grazie alla Circoscrizione 8, che ci ha creduto da subito, e in collaborazione con la rete Torino Solidale e la Città di Torino“, spiega Luca Salomone, del Barrito, la casa del quartiere Nizza Millefonti e Ospedali, coordinatore del progetto.

“Grazie alla disponibilità del Barrito e di alcuni ristoranti abbiamo colto l’occasione di aggiungere un’attività di sostegno concreto ad alcune delle tante famiglie a cui settimanalmente consegniamo di pacchi di alimenti non cucinati. Ci sembra un bell’esempio di collaborazione tra le Case del Quartiere, esercenti di ristonrati, cittadini attivi e amministrazioni locali”, dichiara Roberto Arnaudo, Direttore della Cdq di San Salvario. Il Barrito si è quindi attivato come servizio di preparazione e consegna pasti benefit, ma subito la squadra si è allargata grazie alla disponibilità dei Bagni Municipali (bar ristorante interno alla Cdq di San Salvario, ndr), del Circolo Sportivo Podiciotto e del pub Lo Sbarco, che contribuiscono al progetto con le donazioni raccolte per i cosiddetti “pasti sospesi”. Le case del quartiere non sono state le uniche a volersi attivare: proprio l’incrocio con quello che stavano vivendo alcune realtà del mondo ciclistico amatoriale e cicloturistico ha permesso di rendere i piatti davvero “volanti”.

“Noi di Bici-t, attività di trasporto turistico a bordo di risciò ferma per l'emergenza sanitaria, ci siamo subito offerti per pedalare le cargo bike per trasportare i pasti pronti. A noi si sono poi aggiunti anche altri soci dell'associazione Bike Pride Fiab Torino, creando così un folto gruppo di volontari in bici che si distribuiscono in 4 per volta sui tre turni di consegne.” Dice Elisa Gallo di Bici-t e Presidente di Bike Pride. Ogni settimana vengono consegnati 100 pasti pronti completi, i “piatti volanti”, destinati alle persone più fragili tra quelle beneficiarie dei pacchi viveri della rete di solidarietà cittadina “Facendo le consegne abbiamo registrato segnalazioni inerenti persone per le quali fosse necessario fornire dei pasti già cucinati, poiché troppo anziani o portatori di altre difficoltà psico fisiche tali da non poter per provvedere autonomamente alla preparazione del pasto” spiega ancora Roberto Arnaudo.

I pasti vengono preparati e consegnati in modalità “delivery”, ossia già porzionati, direttamente al domicilio delle persone segnalate dai servizi sociali e dagli enti riconosciuti, dai volontari che utilizzano il proprio mezzo di trasporto o le bici cargo messe a disposizione dal progetto. I volontari sono dotati di tutti i DPI necessari e consegnano alle persone segnalate anche mascherine o altri generi alimentari e non legati a bisogni primari o emergenziali. Il servizio è implementabile e altri ristoranti possono unirsi se vogliono anche loro contribuire al progetto, in questo modo sarà possibile aumentare sia il numero dei pasti che l’area territoriale in cui andare a consegnare.

“Quello che più ci ha stupiti è stato il sostegno e la voglia di partecipare che si è creata intorno a noi, ogni giorno riceviamo donazioni e richieste da parte di persone che vogliono fare volontariato nel progetto.. evidentemente c’è molta voglia di sentire storie come questa”, racconta ancora Luca Salomone. “Abbiamo cominciato pensando di fare solo 6 settimane nella Circoscrizione 8 e invece ora grazie alle donazioni riusciamo a coprire anche le zone confinanti e come minimo raddoppieremo il periodo, continuando anche dopo la riapertura delle nostre attività, per adesso di fermarsi non se ne parla”.

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