"Ombre rosse", la rassegna al Cinema Massimo

Si terrà a giugno la seconda parte della rassegna Ombre rosse. Il cinema del '68, con una programmazione volta a ricostruire un “archivio della memoria” mettendo insieme le visioni dei maestri, la rivoluzione del linguaggio, la sperimentazione, la sovversione quotidiana che si insinua nelle produzioni “commerciali”, la controinformazione militante e i film rock. In principio era il cinema. Poi venne il '68, che compone le grandi manifestazioni del Maggio francese citando esplicitamente La Cinese girato da Jean-Luc Godard l'anno precedente: due gesti viventi di “pop art” tradotta in azione sovversiva del linguaggio e dell'equilibrio sociale.

Insieme, il cinema e il '68 procedono fianco a fianco – stretti come ci si teneva nelle manifestazioni – discutendo, scontrandosi, avanzando e impelagandosi in una dialettica da “compagni di strada”. Del resto, il '68, quello nelle strade e nelle università, viene fatto da veri e propri “enfants du cinéma”. Come Jean-Pierre Léaud (autoritratto cinematografico di una generazione) che, adottato dal cinema di Truffaut a quindici anni per I 400 colpi, compiuti i ventitrè viene ora spedito da Godard ad arruolarsi nel gruppuscolo maoista della Cinese. O come Marco Bellocchio e Lou Castel (questa volta nella realtà – se pure c'è differenza...), che da ribelli coi “pugni in tasca” fin dal 1965, si inebriano quattro anni dopo nel fervore marxista-leninista. “Enfant du cinéma” lo era un'intera generazione, l'unica che ha avuto la fortuna di vedere sui grandi schermi tutta la storia del cinema “in diretta”. 

Chaplin e Dreyer girano nel 1964 La contessa di Hong Kong e Gertrud, John Ford Missione in Manciuria nel 1967; Hitchcock, Bunuel, Bergman, Fellini, Visconti, Pasolini, Antonioni, Kurosawa, Jacques Tati, sono in piena maturità creativa; nelle sale d'essai si inseguono coetanei e fratelli maggiori: le “nuove ondate” europee, sudamericane, giapponesi, Morgan matto da legare, Miklos Jancso, Glauber Rocha; Bernardo Bertolucci, Marco Ferreri, i Taviani; mentre nei cinema di periferia si vanno a cercare i western di Peckinpah e Sergio Leone, Jerry Lewis, Hollywood Party, la metafora sovversiva di Romero in La notte dei morti viventi, le distopie del Pianeta delle scimmie; un manifesto della controcultura come Easy Rider e, soprattutto, 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, la vera opera d'arte totale del '68. 

Con il cinema Massimo saranno coinvolti (con filologico ritorno alle origini) Slow Cinema a Torino e in Regione, spazi alternativi come Il Piccolo Cinema, Polo del 900, Galleria d'Arte Moderna, Mediateca RAI, ecc. Un programma con lacune quasi imperdonabili, come Festa per compleanno del caro amico Harold di William Friedkin, forse il primo film a tematica omosessuale uscito nei grandi circuiti commerciali; e per ora 2001, in attesa di riedizione. 

Il programma, curato da Sergio Toffetti, Stefano Boni, Annamaria Licciardello, Grazia Paganelli, Elena Testa, è stato realizzato grazie all'impegno di Museo Nazionale del Cinema, Archivio Nazionale Cinema d'Impresa, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Rai Teche. 

Programma

Ven 8, h. 16.00/Mer 13, h. 18.00 

Peter Brook, Marat/Sade

(Gran Bretagna 1967, 116’, video, col., v.o. sott.it.)
Nel manicomio di Charenton, il marchese De Sade dirige un dramma che rievoca l’uccisione di Marat che, per una malattia della pelle, dirige l'attività politica seduto in una vasca da bagno. Charlotte Cordoy riuscirà a essere ammessa alla sua presenza e lo ucciderà. Il dramma è terminato ma i pazzi si ribellano distruggendo tutto il materiale scenico.

Ven 8, h. 18.30/Mar 12, h. 16.00 

Robert Bresson, Mouchette 

(Francia 1967, 81’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)
Mouchette è un'adolescente che vive in un paesino della Provenza in una situazione decisamente disagiata. Il padre e il fratello maggiore fanno attività di contrabbando mentre lei, oltre a frequentare la scuola dove viene maltrattata dall'insegnante di canto, deve occuparsi della madre gravemente ammalata e del fratellino nato da poco. Ispirato a Nouvelle histoire de Mouchette di Bernanos.

Ven 8, h. 20.30/Sab 16, h. 18.00 

Luis Buñuel, Bella di giorno (Belle de jour)
(Francia/Italia 1967, 100’, Hd, col., v.o. sott.it.)
Sevérine è sposata con il chirurgo Pierre. Abbandonata a se stessa e insoddisfatta della sua vita coniugale, entra in contatto con la tenutaria di una casa di appuntamenti, che la inserisce. In breve tempo la sua doppia vita si organizza tra il focolare calmo e le soddisfazioni violente che trova presso i clienti di Madame Anaïs. 

Dom 10, h. 16.00/Ven 15, h. 18.00 

Michelangelo Antonioni ,Blow-Up 

(Gran Bretagna/Francia 1966, 111’, DCP, col., v.o. sott.it.)
Thomas, un giovane e brillante fotografo londinese, passeggiando per caso in un parco pubblico scatta delle foto a una misteriosa ragazza che si trova in compagnia di un uomo; lei, però, quando se ne accorge, lo segue fino a casa e fa di tutto per sottrargli il rullino. Incuriosito, Thomas sviluppa i negativi e, ingrandendo le immagini, si rende conto di avere tra le mani le prove di un omicidio.

Dom 10, h. 18.00/Sab 16, h. 16.00 

Med Hondo ,Soleil O (Oh, Sun) 

(Mauritania 1970, 98’, b/n, v.o. sott.it.)
Un uomo dalla Mauritania emigra per cercare lavoro a Parigi. Sebbene sia istruito, ha difficoltà a trovare lavoro e un appartamento. Prova sulla sua pelle la disuguaglianza, dal momento che i neri sono relegati al lavoro manuale mentre i bianchi ricevono trattamenti preferenziali. Il titolo fa riferimento a una canzone che racconta il dolore dei neri di Dahomey portati ai Caraibi come schiavi.

Dom 10, h. 20.30/Dom 17, h. 18.30 

Ingmar Bergman La vergogna (Skammen)
(Svezia 1968, 103’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)
Con questo film Bergman si apre all'attualità e denuncia, a modo suo, l'orrore bellico. Lo fa mettendo una coppia di intellettuali, entrambi violinisti, a contatto con una guerra non ben precisata che sbarca sulla loro isoletta felice. Eva e Jan Rosenberg si trovano così alle prese prima con il manifestarsi del conflitto sotto i loro occhi, poi con le sue conseguenze.

Lun 11, h. 16.00/Ven 15, h. 16.00 

Eric Rohmer , La collezionista (La collectionneuse) 

(Francia 1967, 89’, Hd, col., v.o. sott.it.)
L’antiquario Adrien è ospite in una villa del brillante amico Daniel nei pressi di Saint-Tropez. È deciso a trascorrere il suo mese di vacanza senza pensare a nulla. Si alza all'alba, fa il bagno in spiaggia, legge all'ombra di un albero, va a letto presto. Evita l'altra ospite della villa, Haydée, intenta a vivere la notte sempre con ragazzi diversi. Un bel giorno, però, i due finiscono per fare conoscenza.

Lun 11, h. 18.00/Mer 13, h. 16.00
Miklós Jancsó , L'armata a cavallo (Csillagosok, katonák)
(Ungheria 1967, 90’, video, b/n, v.o. sott.it.)
Infuria in Ungheria la guerra fra i russi "bianchi" e i partigiani "rossi". La lotta è sanguinosissima, con continui rovesciamenti di fronte. Il vinto di oggi (se sopravvive) è il vincitore di domani. Vincono i "rossi". Ma la vittoria è stata conquistata a caro prezzo.

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