Martedì, 28 Settembre 2021
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Museo di scienze, biodiversità e tecnologia nel nuovo allestimento

Inaugurato venerdì pomeriggio il nuovo allestimento incentrato sul tema della biodiversità fra le teorie di Darwin, Mendel e le foreste del Madagascar; la nuova area del museo, inaugurata dai senzatetto del centro "La Sosta", è ricca di giochi e attività multimediali

Sono le 17:30, l'assessore alla cultura Coppola e l'ex assessore Oliva tagliano insieme il nastro. Le persone in coda si riversano nelle sale del nuovo allestimento permanente "Lo spettacolo della natura. Storie di scienza e di mondi da conservare" al Museo di scienze naturali. Un inno alla biodiversità indagata in tutti i suoi aspetti, esposta e raccontata fra le storiche collezioni del museo e le tante attività multimediali. La prima sala è dedicato alla macroarea "La diversità della natura": 3 isole espongono reperti selezionati tra le collezioni di mineralogia, botanica e zoologia, sul fondo della sala due pareti dedicate alla paleontologia espongono, tra gli altri, lo scheletro del rinoceronte di Dusino San Michele.

Girato l'angolo ecco la macroarea "Adattamenti e evoluzione". Al piano terra i monitor spiegano la vita delle specie nei diversi ambienti. Un video su Charles Darwin (in Italiano e in inglese) racconta la teoria dell'evoluzione attraverso la vita e le traversate oceaniche dello scienziato sul Beagle. Un piano di scale e, abbandonate le dianmiche della selezione naturale, si indaga la biodiversità alla radice, i fondamenti della genetica. Le teorie di Mendel e di Watson e Crick sono accessibili a tutti: i bambini si divertono con i giochi interattivi, gli adulti guardano i filmati sulle varie parti della cellula che si illuminano premendo il tasto corrispondente. Il marchio di fabbrica del nuovo allestimento è l'interazione diretta del visitatore con il museo: toccare non solo non è un reato ma si rivela fondamentale per usufruire di gran parte delle attività.

La terza macroarea è dedicata un luogo tra i più ricchi in termini di biodiversità: una porzione della foresta di Betampona, in Madagascar, è stata ricostruita con la collaborazione di Cinecittà. La percezione dell'ambiente è sinestesica: ai soliti supporti interattivi si mischiano i suoni della foresta e degli animali (Lemuri, rane, Aje Aje), si possono anche odorare le spezie nella sezione dedicata al rapporto dell'uomo con la natura. Il Madagascar è una delle aree in cui si concentra la ricerca del museo e il lavoro è ben documentato, a dimostrazione che un museo non è solo uno spazio di esposizione. Un numero consistente di persone si addensa affascinato davanti al filmato che descrive l'evoluzione della terra e la formazione dei continenti.

A lato degli eventi è sempre interessante raccontare i restroscena. Con la collaborazione di Coppola i senzatetto del centro "La Sosta", che fa riferimento all'arcivescovo Mons. Nosiglia, sono stati in realtà i primi a inaugurare la nuova area del museo. Verso le 15:30 sono stati accompagnati nelle sale per fare una breve visita; una scelta sicuramente orginale, forse per ricordare che la cultura non è un passatempo d'élite. L'arcivescovo ha commentato così l'iniziativa: "In questo periodo economicamente e spiritualmente difficile questa iniziativa del museo regionale delle scienze da' un segno di speranza. La cultura e' come il pane, ne abbiamo bisogno. Ci e' necessaria per aprire la nostra vita e la nostra mente a un mondo migliore. Mi auguro che molte scuole vengano a visitare questo museo, cosi' come oggi hanno fatto le persone del centro La Sosta. Bisogna investire sulla cultura perche' questa da' un senso alla nostra vita e fa riemergere valori spirituali che sono alla base dei popoli. Visitare il museo e' come respirare aria buona di montagna. Da'beneficio ai polmoni, ma anche all'intelligenza".

Nella giornata di ieri 900 persone hanno visitato il nuovo allestimento, un successo immediato da dedicare a Giorgio Celli, primo ideatore del progetto morto nel giugno 2011, e a "Città della scienza" di Bagnoli vittima di un devastante incendio lunedì notte. Il museo in una prima fase sarà visitabile tutti i giorni, escluso il martedì, solo su prenotazione con visita guidata ma in un prossimo futuro verrà aperto liberamente al pubblico.

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