"Muri", Giulia Lazzarini alla Lavanderia a Vapore di Collegno

Giulia Lazzarini (foto E.Boga)

All’interno della stagione 2017/2018 Together We Dance, ideata da Piemonte dal Vivo e ospitata in quella che fu la lavanderia dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collegno, il 6 aprile Giulia Lazzarini porta, attraverso lo sguardo di un’infermiera, la vita in manicomio, nello spettacolo "Muri", per la regia di Renato Sarti.

Scritto in base alle testimonianze di alcune infermiere, e su tutte quella di Mariuccia Giacomini, Muri racconta della vita in manicomio prima e dopo la rivoluzione voluta da Franco Basaglia. La protagonista riflette sulla sua esperienza trentennale di infermiera e lo fa con una nostalgia particolare, quella del poeta, ma soprattutto con la lucidità di chi si rende conto che la straordinaria spinta di mutamento di quegli anni col tempo si è affievolita e rischia di finire inghiottita dall’indifferenza generale.

Mariuccia arriva all’Ospedale Psichiatrico di Trieste con la terza media in tasca e una famiglia da mantenere, e si adatta a far l’infermiera. È il 1968. Mariuccia scopre il manicomio quando ancora era tale, prima di Franco Basaglia. Camicie di forza, sporcizia, ricorso massiccio (a volte letale) a docce fredde, psicofarmaci, pestaggi, elettroshock. Lobotomia. Questo era il manicomio prima dell’arrivo di Basaglia: una sorta di lager in cui veniva perpetrata ogni tipo di coercizione. Mariuccia vede, a poco a poco capisce e comincia a farsi insofferente, ma non può far altro che eseguire i compiti imposti dalle regole e da caposala che dimenticano la propria umanità per sfogare su chi è più debole la propria violenza e frustrazione.

Poi, però, arriva la rivoluzione. Arriva il dottore che lava per terra, come un inserviente qualsiasi. Con il suo intervento, il dialogo e il rispetto prendono il posto della violenza, rendendo labilissima la precaria distinzione tra la “normalità” del personale preposto alla cura e la “follia” dei ricoverati; fra curanti e pazienti scatta una complicità all’insegna della comprensione e della condivisione della umana sofferenza. D’improvviso il manicomio non esiste più, e anche Mariuccia cambia. Scopre la politica, il Movimento basagliano prima e le rivendicazioni sociali poi, e i muri cominciano a crollare, prima quelli di pietra e poi tutti gli altri, il manicomio che sta nella mente degli altri.

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