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Il Museo dell'Artiglieria dov'è? I lavori sarebbero dovuti finire nel 2011

La denuncia del vice presidente del Consiglio comunale Magliano riporta in luce il "problema" di uno dei musei più importanti d'Italia. Mancano i soldi e il ritardo aumenta

Il vice presidente del Consiglio comunale di Torino, Silvio Magliano, ha denunciato lo stato di abbandono in cui versa il Museo Storico Nazionale dell'Artiglieria.

Questo è il più antico museo torinese, fondato nel 1731 da Carlo Emanuele III ad uso dei giovani artiglieri della Scuola teorica istituita da Ignazio Bertola. Fu fondato presso il Regio Arsenale e all'interno si trovano collezioni provenienti da tutto il mondo, alcuni pezzi sono unici e di grande valore.

"E', o meglio era, uno dei musei più importanti al mondo - denuncia Silvio Magliano -. Ormai è chiuso da anni, in attesa del completamento di lavori che avrebbero dovuto essere finiti nel 2011. Il primo lotto è stato effettivamente completato, giusto quest’anno, ma i lavori effettuati non sono ancora tali da permettere la riapertura del museo e il trasferimento della collezione".

Attualmente alcuni tra i pezzi unici sono depositati all'interno della caserma Amione in piazza Rivoli. Il deposito sarebbe dovuto essere visitabile, ma Magliano fa notare come in realtà non lo sia affatto.

Questione di soldi. In un momento delicato dal punto di vista economico come quello che stiamo vivendo è però un argomento di fondamentale importanza. "Mancano ancora circa 490mila euro per completare i lavori indispensabili per la riapertura al pubblico - afferma il vice presidente del Consiglio comunale -, soldi che il Comune intende genericamente recuperare tramite oneri di urbanizzazione, ma senza un’idea precisa né della provenienza né delle tempistiche. Per finire del tutto i lavori mancano altri sei milioni, sui quali nessuna idea né nessuna previsione è stata prospettata dall’Assessore Braccialarghe, in risposta a una mia interpellanza".

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