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Il Wall Street Journal elogia la mostra sul Liberty torinese all'Accademia Albertina di Torino

"Disegnare la città", che si può visitare fino al 1° marzo, è stata definito un evento "mozzafiato"

La mostra all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, "Disegnare la città" è stata elogiata nientemeno che dal Wall Street Journal. Il terzo più importante quotidiano internazionale parla di Torino, al centro della scena mondiale in questi giorni per via delle Atp Finals di tennis, e si focalizza in particolare sull'esposizione dedicata al Liberty e all'Eclettismo degli acquerelli e dei bozzetti di Giulio Casanova, voluta dalla presidente Paola Gribaudo.

E' un viaggio nella Belle Epoque, nella storia dell'arte e dell'architettura torinese che si estende anche a Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio sede del Museo Storico Reale Mutua in via Garibaldi, al Palazzo delle Poste in via Alfieri e al Caffè Baratti&Milano. Emanuela Borgatta Dunnet, la giornalista italo-britannica incantata dall'esposizione torinese, la descrive come un evento "mozzafiato". Inaugurata lo scorso 1° ottobre, si potrà visitare fino al 1° marzo 2022 nelle sale della Pinacoteca - e vede al centro dell'attenzione le opere di Casanova, docente di Decorazione all'Albertina tra 1800 e 1900.

Un viaggio nella Bella Epoque

Egli, con maestria, ideò e dipinse gli elementi artistici dei suoi straordinari progetti: dal caffè Baratti & Milano in piazza Castello a Torino, al Treno Reale concepito in preparazione del matrimonio tra Umberto di Savoia e Maria José del Belgio e ancora oggi a servizio della Presidenza della Repubblica. Opere originali solitamente conservate nel caveau dell’Accademia, esposte accanto a immersive scenografie multimediali che gli allievi di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti hanno progettato e realizzato nei mesi scorsi.

Si tratta quindi di un progetto espositivo che vuole far riaffiorare l’energia creativa e propositiva che trasformò Torino negli anni della Belle Époque. Decenni di fervore in cui l’arte dei maestri dell’Albertina come Giulio Casanova era a servizio di un poliedrico ventaglio di committenti, dal mondo ecclesiale – in mostra anche i progetti per la teca della Santa Sindone e per l’urna di San Giovanni Bosco – a quello civile, che ha nelle Poste Centrali di via Alfieri il suo esempio più significativo.

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