Mostre Sant'Ambrogio di Torino / Piazza XXV Aprile, 4

300 anni dal Trattato di Utrecht: Sant'Ambrogio ricorda gli anni dell'assedio di Torino

Con la firma del Trattato di Utrecht, Vittorio Amedeo II diventava re di Sicilia. L'evento è ricordato da una mostra curata da Renato Favaron a Sant'Ambrogio di Torino; ingresso libero

SANT'AMBROGIO - 300 anni fa un Savoia, Vittorio Amedeo II, cingeva la corona regale: un sogno che durava da quando il capostipite della dinastia, Umberto I Biancamano, venne nominato conte di Moriana e Savoia. Torino diventava la capitale del nuovo Regno di Sicilia: questo grande avvenimento era sancito dal Trattato di Utrecht, che di fatto metteva la parola fine alla Guerra di Successione di Spagna, che fermò le mire espansionistiche del Re Sole e permise ai Savoia di diventare la prima potenza in Italia: la Sicilia, ben presto, dovette però essere “barattata” con la Sardegna, più vicina alle coste piemontesi anche se più povere e arretrata.

A ricordare questo grande evento è una mostra, aperta tra il 5 e il 20 aprile, a Sant’Ambrogio: “1713-2013, trecento anni dal trattato di Utrecht”. Un allestimento particolare, realizzato nella sala del consiglio comunale, con la collaborazione dell’isituto comprensivo “Sant’Ambrogio”. A curare la mostra, Renato Favaron, storico e appassionato conoscitore dell’epoca, che ha messo in mostra alcuni pezzi della sua collezione, assieme a molti oggetti e documenti dell’archivio di Sant’Ambrogio.

La mostra si articola su un fil rouge costituito da mappe e carte del Sei e dei Settecento: un modo per capire come la geografia piemontese fosse ben diversa rispetto all’attuale, e come, con la fine della Guerra di Successione, il Piemonte si estese verso est e la Lombardia. Tavole del Theatrum Sabaudiae mostrano edifici oggi scomparsi, come alcune “delizie” di Casa Reale (come il castello del Regio Parco di Torino), e anche città importanti dello Stato dei Savoia. La mostra si divide in 10 sezioni, dedicate ai personaggi protagonisti della guerra in Piemonte, e soprattutto dell’assedio di Torino: da Pietro Micca a Vittorio Amedeo II, dal Principe Eugenio al beato Sebastiano Valfrè. Una ultima sezione è dedicata alla parrocchiale del Vittone, della quale ricorrono, quest’anno, i 250 anni. Completano la mostra abiti prestati dai gruppi storici "Pietro Micca" e "Historia Subalpina".

L’ingresso alla mostra, organizzata presso il palazzo comunale (Piazza XXV Aprile, 4) è libero, consentito dal lunedì al venerdì in orario 9.00-13.00; 14.00-18.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00.

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