Da artista a icona: il meglio di Frida Kahlo svelato al mondo dalle foto di Nickolas Muray

La mostra alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Di Frida Kahlo conosciamo le opere, abbiamo letto biografie e visto documentari, ma per entrare in sintonia con la donna e l’artista, la mostra che espone le fotografie di Nickolas Muray tenta di fare molto di più: presentare una Frida meno conosciuta attraverso il suo percorso di donna (per gran parte della vita sofferente), di amante, di artista poi diventata un’icona, con grande merito di Nickolas Muray al suo fianco per oltre 20 anni. 

60 le fotografie in mostra alla alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, ma accanto un mondo intero fatto di lettere spedite al suo amato ("firmate" con lo stampo di un bacio lasciato dal rossetto rosso), la ricostruzione del letto “d’arte e di sofferenza” dal quale Frida dipinse (un letto a baldacchino al cui soffitto venne legato uno specchio in modo che lei potesse vedersi: “Dipingo me stessa perché sono il soggetto che conosco meglio”), la riproduzione degli ambienti cari a Frida e la simulazione, impattante, dell’incidente che segnò la vita dell’artista: un corpo che quasi si scompone, l’inizio di una nuova storia di vita e di arte. Da qui parte il percorso della mostra di Stupinigi, una mostra che entra nel mondo di Frida Kahlo, dei suoi stati d’animo e della sua forza, quella di una donna che è diventata l’emblema del coraggio tutto al femminile.

Il percorso è segnato e scandito dagli eventi importanti della vita di Frida e tra questi non possono mancare i suoi amori (il marito Diego Rivera e l’amante Nickolas Muray), l’incidente e la sofferenza continua. Scriverà Frida: “Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego”.

Il grande merito di Nickolas Muray: una prospettiva unica

Nickolas Muray è stato il fotografo che ha ritratto Frida Kahlo (il suo “modello più colorato”) più di chiunque altro. Le foto che Muray realizzò nel corso della relazione con Frida e che coprono un periodo che va dal 1937 a 1946, offrono una prospettiva unica: quella dell’amico, amante e confidente. La loro storia d’amore venne alla luce 70 anni dopo essersi consumata, quando all’interno di alcune scatole conservate presso il Nickolas Muray Photo Archive vennero ritrovate le foto e le lettere. Foto di Frida nel suo ambiente, ma anche dell’artista immortalata sui tetti di New York. La mostra si compone di 60 fotografie e racconta, seguendo la cronologia delle foto di Nickolas Muray, il percorso professionale e personale di Frida Kahlo, a partire dagli scatti del 1937 a Tizapan in Messico, per chiudere con quelli del 1948 a Pedregal e Coyoacan. In questo lasso di tempo nascono alcune delle foto più importanti mai fatte a Frida Kahlo, come quelle realizzate nel 1939 nello studio di Muray e nel 1946 a New York, esposte in mostra come a ricostruire un album fotografico di famiglia. 

Così Muray scopre il meglio di Frida Kahlo e lo svela al mondo mettendo in luce anche il profondo interesse della donna per la sua eredità messicana, per la sua vita e per le persone più importanti con cui amava condividere il suo tempo. Le immagini nate dal rapporto professionale e personale tra i due si sono fatte strada nel tempo, attraverso i media e hanno influenzato la visione che il pubblico ha di Frida. Sono diventate un’icona, la prima immagine che ci viene in mente quando si pensa alla pittrice messicana e sono parte integrante di Frida, individuo dietro l’opera d’arte.

La voce di Frida

Una mostra che non solo permette di vedere Frida più da vicino, ma anche di ascoltarla. Che suono aveva la voce di Frida? Come parlava? È sua la voce registrata che possiamo ascoltare nel percorso della mostra? Nel 2019 la Fonoteca Nacional del Messico ha rilasciato un audio nel quale si sente una voce che viene attribuita a Frida. Si tratterebbe di un frammento di un’intervista andata in onda tra il 1953 e 1954 sull’emittente radiotelevisiva messicana Xew. Se fosse confermata l’autenticità del reperto (i pareri sono discordanti) si tratterebbe dell’unica registrazione in circolazione contenente la voce di Frida.

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Mostra aperta dal 1 febbraio al 3 maggio 2020 alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Giorni e orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 17.30; sabato e domenica dalle 10 alle 18.30. Ultimo ingresso consentito in mostra un’ora prima dell’orario di chiusura. Aperture straordinarie: 14 febbraio dalle 10 alle 18.30; 8 marzo dalle 10 alle 22; 13 aprile (Pasquetta) dalle 10 alle 18.30

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