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Luciana Littizzetto durante il suo monologo

Luciana Littizzetto durante il suo monologo

Sanremo 2014, il monologo di Luciana: "Perchè down è bello"

Parla della bellezza Luciana Littizzetto, ma non di quella fatta di silicone. Parla della bellezza dei down, degli emarginati che hanno il diritto di essere rappresentati come tutti gli altri

Nella terza serata del Festival di Sanremo, Luciana Littizzetto parla della "Bellezza", il filo conduttore che, fra canzoni nuove e di un tempo, fa da sfondo ad un ripetersi di melodie e note già sentite. Perchè forse, se non fosse per i super-ospiti e le dichiarazioni dell'ultimo minuto, il Festival non sarebbe così chiacchierato. Ed il monologo della nostra torinese Lucianina ne è la conferma.

La comica parte dall'ossessione per la bellezza, da quella faccia della medaglia un po' più oscura e di cui, forse, dovremmo vergognarci. Perchè non c'è molto da andare fieri quando si gira per strada farcite di silicone. Ed il passaggio è repentino, perchè se prima, sotto gli occhi, si intravedono "due giganti borse di Louis Vuitton", il giorno dopo, al posto delle borse "la pelle è liscia come i confetti da sposa".

Ma la faccia della medaglia bella, quella dorata, arriva nel finale, perchè la vera bellezza è quella che ci rende tutti diversi, come dice Luciana, perchè "un mondo di uguali è orribile, è il nazismo che ammazzava i deboli ed i diversi". Ed è nei deboli, negli emarginati che possiamo trovare il vero senso della bellezza: e la modella tetraplegica Gilian, testimonial di una famosa marca di jeans è bella anche sulla sedia a rotelle. Come lo è Seb, un bambino di 5 anni che fa il modello per una catena di abbigliamento inglese. "Ed in Italia - si chiede Luciana - quanto ci vorrà prima che un piccolo Seb compaia nello spot della Nutella?".

In un mondo dove il concetto di bellezza sembra equipararsi inverosibilmente alle iniezioni di botulino e silicone, c'è da chiedersi perchè non sia possibile, invece, considerare "bella" anche una presentatrice a cui manca un braccio o un conduttore sulla sedia a rotelle. Partendo dall'educazione dei figli, spiegandogli che se un bambino trema o parla in modo strano e solo apparentemente diverso. Spiegandogli che può succedere, ma che è bello lo stesso.

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