Pralormo, Messer Tulipano compie 20 anni

Da sabato 30 marzo a mercoledì 1° maggio al Castello di Pralormo torna Messer Tulipano, uno degli eventi botanici più importanti a livello europeo. L’edizione del ventennale è stata presentata come di consueto nel primo giorno di primavera a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, sede storica della Città Metropolitana di Torino, che patrocina la manifestazione. 

Come avviene puntualmente dal 1999, il piantamento è stato rinnovato nelle varietà e nel progetto-colore, con tante varietà curiose e rare. La manifestazione coinvolge tutto il parco progettato nel XIX secolo dall’architetto di corte Xavier Kurten, artefice dei più importanti giardini delle residenze sabaude. Nei grandi prati sono state create aiuole dalle forme morbide e sinuose, progettate ponendo particolare attenzione a non alterare l’impianto storico e prospettico. Le aiuole dunque “serpeggiano” tra gli alberi secolari, mentre nel sottobosco occhieggiano ciuffi di muscari, di narcisi e di giacinti.

Centomila tulipani

Per festeggiare il ventesimo anno Messer Tulipano fa fiorire il parco con 100.000 tulipani.  Fra le varietà più particolari selezionate e introdotte quest’anno: il gruppo dei “Viridiflora”, caratterizzati da petali a tinta unita rosa, rossi o bianchi con una fiammatura di colore verde, come se le foglie proseguissero sui petali; il tulipano nero “Queen of night”, protagonista di racconti incredibili, che evoca sempre fascino e mistero; il tulipano “Mata Hari” bianco screziato di rosa alto quasi 70 centimetri; il gruppo dei tulipani “Famiglietta” la cui particolarità è la fioritura a mazzetti.

E ancora, il “Pappagallo” dai petali movimentati; il “Pink impression”, molto alto con grandi foglie e con un calice rosa all’esterno e rosso all’interno; lo “Shirley”, che sboccia color avorio, si tinge di violetto sul bordo dei petali e infine diventa completamente viola.  I tulipani che hanno il nome di compositori - Bach, Verdi, Chopin, Puccini, Mozart - sono ambientati nel Viale dei Musicisti, le cui musiche in sottofondo allietano la passeggiata nel parco. 

L'esemplare dalla Turchia

Particolare risalto è naturalmente dato all’incredibile storia del tulipano che, originario dell’Asia centrale, divenne fiore amatissimo nel XV secolo in Turchia, tanto da diventare emblema della Dinastia Ottomana. L’Era del Tulipano fu infatti il fortunato periodo dell’Impero Ottomano caratterizzato da ricchezza e benessere. Per i turchi il tulipano era un talismano contro la cattiva sorte, veniva rappresentato su tessuti, ceramiche, gioielli ed era il protagonista delle fastose feste dei sultani. Ad illustrare la storia del tulipano, nel parco un arco in stile turco con decorazioni tratte dal Palazzo di Topkapi ad Istanbul introduce al “Viale dei Sultani”, con varietà botaniche che testimoniano i primi tulipani presenti in Turchia fin dal XV secolo: Saxatilis, Sylvestris, Oculis Solis, i tulipani con petali a punta denominati Fiori di Giglio come i Ballerina, i Gavota e gli Elegant Lilies.

A metà del XVI secolo grazie a Ogier Ghislain de Busbecq, ambasciatore di Re Ferdinando I alla corte di Solimano il Magnifico, il tulipano arrivò in Europa. In Olanda la straordinaria bellezza di questi fiori provocò la “tulipomania” o “febbre dei tulipani”, una vera e propria follia che fece crescere smisuratamente il valore dei bulbi, che arrivarono a valere come un palazzo. La passione per il tulipano, raggiunto l’apice, iniziò ad incrinarsi causando nel 1637 il primo drammatico crollo della borsa di cui si abbia memoria.  Un giardino di ispirazione olandese è allestito con muscari blu, tulipani bianchi con screziature rosa e giacinti. A completare il tutto le tulipaniere di porcellana bianca e blu che ricordano le porcellane olandesi Delft. Infine lo studio del dottor Tulp, un salotto dedicato all’illustre medico Nicolaes Pierszn, ritratto da Rembrandt nel quadro “La lezione di anatomia del dottor Nicolas Tulp” nel 1632.

Esposizioni a tema e allestimenti

La passeggiata nel parco tra muscari, narcisi e tulipani dai mille colori ogni anno è resa più interessante da esposizioni a tema e allestimenti che illustrano l’argomento collaterale della mostra, “Il Tesoro Verde: i viaggi dei cacciatori di piante”, che ripercorre la vita e la storia avventurosa dei cacciatori di piante, appassionati ed esperti botanici che affrontarono viaggi lunghi e pericolosi alla ricerca di specie botaniche sconosciute e rare da portare in Occidente per abbellire i giardini e per le loro proprietà farmaceutiche. Santi e peccatori, cavalieri di ventura, avventurieri, sovrani e ricchi aristocratici che diedero fondo ai loro patrimoni per finanziare spedizioni botaniche in terre ignote.

Ma anche giovani di umili origini che, nati in villaggi sperduti, percorsero terre sconosciute in lungo e in largo, accomunati dalla passione per l’avventura e per la ricerca che spesso diventò un’ossessione. Nel parco del castello di Pralormo si possono scoprire equipaggiamenti, modi di viaggiare, tecniche di trasporto dei cacciatori di piante, attrezzi nautici e modelli di velieri antichi conservati nel Museo Civico Navale di Carmagnola, che rievocano i viaggi avventurosi delle navi delle Compagnie delle Indie inglesi, olandesi, francesi.


 

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