"Barons Perchés" di Bolze alle Fonderie Limone

Una nuova creazione del genio del circo contemporaneo, Mathurin Bolze. "Baron Perchés", il barone rampante, in programma dal 15 al 18 settembre, unisce danza, teatro e acrobazia in una formula che fonde sicurezza aerea, poesia e grazia. Costruito come il seguito del solo Fenêtres, questo duo in cui Bolze dialoga con Karim Messaoudi è ispirato alla scelta di Cosimo, protagonista del romanzo di Italo Calvino, di andare a vivere su un albero.

Il talento di Bolze e Messaoudi è straordinario: la padronanza del corpo è assoluta e lo sforzo è reso invisibile trasformando la materia in astrazione poetica per far emergere il movimento nella sua purezza originaria. L’abilità maschera la tecnica, rende leggero e sospeso ogni movimento, possibile l’immaginabile. Ritroviamo Bachir nella casa sull’albero con le finestre. Ma non è più solo.

Con lui c’è qualcuno che è un se stesso più vecchio ma anche più giovane. Le domande si moltiplicano. Come è possibile che riesca a vedere il suo passato dall’esterno? È un’ombra di se stesso, un alter ego immaginario o è solo il frutto di un sogno o magari di un incubo? Potrebbe anche essere la proiezione di un desiderio o di un fantasma burlone.

O forse ha inventato un amico immaginario per sentirsi meno solo oppure la vita sull’albero lo sta facendo impazzire e sta basculando, lui come la casa, lentamente verso la follia. Forse ha un fratello che prima non si era manifestato. L’altro esiste davvero? E l’Altro con la A maiuscola? Il doppio genera il dubbio, instilla semi di angoscia e amplifica la curiosità come nei racconti di Poe e Dostoevskij e nei saggi di Freud.

La casa diventa una gabbia reale e concreta in cui l’incredulità è sospesa, come la gravità che non esiste più, nel cubo di finestre. Tutto è possibile, fra il tempo che passa, la solitudine che rende insicuri e il desiderio di confrontarsi. Tutto è immerso in una bolla di incanto e meraviglia.

Le acrobazie diventano quasi levitazione perché il pavimento elastico all’interno del piccolo spazio vitale della casetta sull’albero è un trampolino che sospende gesti e azioni ma soprattutto sospende il giudizio, il buon senso e i luoghi comuni, congelando la bellezza e la sorpresa in emozioni pure, indimenticabili. 60 minuti di magia, leggerezza e stupore in questa creazione della Compagnie Les mains les pieds et la tête aussi che rinnova l’originalità di Fenêtres in un’esplorazione multidimensionale che ammalia e seduce.

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