La primavera araba in mostra a Torre Pellice negli gli scatti del fotografo Loris Savino

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

A Torre Pellice presso la Galleria d'Arte Contemporanea Filippo Scroppo (Via Roberto D'Azeglio 10) inaugura la mostra "Between Lands,in a permanent revolt " del fotografo Loris Savino.

Organizzata dall'Associazione Culturale Pigmenti nell'ambito del festival "Torino e le Alpi" in collaborazione con Comune di Torre PelliceRegione Piemonte, la mostra raccoglie gli scatti realizzati dal fotografo durante la sua esperienza trascorsa nei Paesi del Mediterraneo, tra Maghreb e medio oriente.

Lo sguardo del fotografo interpreta il tema dell'immigrazione puntando l'obiettivo sugli eventi che ne sono all'origine e valorizzandone il momento storico. Fil rouge del percorso è il contesto naturale che fa da scenario: il Mediterraneo. Il mare nostrum passa così da elemento fisico a denominatore geografico denso di significato simbolico. Un luogo che porta con sé quei valori di incertezza, perdita e precarietà originati dai cambiamenti geopolitici avvenuti a livello globale.

"Con questo progetto vorrei mostrare come tutti i paesi del Mediterraneo siano caduti nel caos e come, nell'affrontare questa incertezza e l'entropia che tutto consuma, siano ora vittime delle conseguenze caotiche di questi stravolgimenti."

Dalle speranze della Primavera Araba, alla realtà dicotomica di scafisti e profughi, dal rovesciamento di Gheddafi alla disperazione di Gaza. Il lavoro di Loris Savino racconta, attraverso frammenti di realtà, un periodo storico in evoluzione dove il mare Mediterraneo gioca il ruolo di spartiacque e di barriera, spesso insormontabile, tra prospettiva futura e tragica realtà.

LORIS SAVINO - PROFILO

Loris Savino inizia la sua attività di fotografo a 16 anni, a fianco del padre. Dopo un'esperienza nell'agenzia GraziaNeri, si trasferisce a Gerusalemme e, poi, a Istanbul dove inizia un percorso da freelance e di collaborazione con la stampa.

Nel 2005 entra nell'agenzia Contrasto e lavora a diversi progetti - anche video - tra cui un lavoro realizzato per una NGO sugli slum di Kibera in Kenia con il quale vince il premio Baldoni per la fotografia.

Nel 2011 segue le rivolte del mondo arabo e dà vita a un progetto personale, Permanent Revolt, che lo vedrà spostarsi lungo le coste del mediterraneo tra Egitto, Libia, Tunisia, Grecia.

Nel 2013 fonda lo studio milanese Linkelab e, nel 2014, segue la separazione della Crimea all'Ucraina per LeMonde e NewYorker e ParisMatch.

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