Martedì, 26 Ottobre 2021
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Andrea Diprè: l'intervista al "critico d'arte" più famoso di Youtube

Il successo ottenuto in pochi mesi sul web tra i giovani lo ha portato a girare l'Italia, ospite di diversi locali e discoteche. Lo abbiamo incontrato in una delle sue serate a Torino, per capire meglio chi si cela dietro l'uomo in giacca e cravatta rossa

E' il fenomeno italiano di Youtube del momento. Sei canali aperti, centinaia di video caricati, oltre 20 milioni di visualizzazioni e più di 300 mila iscritti: questi sono i numeri dell'avvocato e critico d'arte Andrea Diprè, un personaggio tanto discusso quanto seguito sulla rete. Diventato celebre per gli "artisti" che presenta ed intervista, ha proseguito la sua strada creando il "Diprè per lei" in cui incontra donne famose e attrici hard, definendole "opere d'arte mobili".

Il successo ottenuto in pochi mesi tra i giovani lo ha portato a girare l'Italia, ospite di diversi locali e discoteche. Lo abbiamo incontrato in una delle sue serate a Torino, per capire meglio chi si cela dietro l'uomo in giacca e cravatta rossa che si vede nel piccolissimo schermo del computer e per comprendere i segreti per diventare un videomaker di successo.

La curiosità di capire se la fama tra gli internauti tolga l'umiltà ad una persona è il primo test a cui lo sottoponiamo. Diprè lo passa a pieni voti: "Io sono rimasto la persona di sempre - ci dice incontrandoci fuori dal locale in cui è ospite -. Non sono più un ragazzino e questo poco di notorietà non mi ha dato alla testa, anzi. Quando qualcuno mi riconosce in giro mi è strano, ma molto divertente". La prima impressione è quella di un uomo che sa di essere un personaggio e di dover ricoprire quel ruolo perché in tanti glielo chiedono. Azzardando un paragone che troverà molti contrari, sembra di trovarsi davanti ad un comico della tv, cioè persona normalissima nella vita quotidiana, quanto personaggio "per la gente" in pubblico.

Prima di diventare famoso nel web, chi era Andrea Diprè?
Prima di sbarcare su Youtube gestivo i miei due canali televisivi che ho sulla piattaforma Sky. Aperti nel 2000, sono stati il mio lavoro e la mia passione fino al 2011: vendevo spazi televisi agli artisti di cui io stesso presentavo le opere. A tutti coloro che mi hanno criticato per quello che facevo, esaltando artisti che la critica non avrebbe definito tali, ho sempre risposto che la bellezza è negli occhi di chi guarda e ognuno di noi può creare opere d'arte grazie alla creatività e all'estro.

Nei video gli artisti ti chiamano spesso "avvocato", c'è un titolo vero dietro questo appellativo?
Assolutamente sì. Prima di gestire i due canali televisivi ho fatto l'università di giurisprudenza, i due anni di praticantato e infine l'esame per diventare a tutti gli effetti un avvocato. Ora sono iscritto al foro di Trento, ma ci sono guerre in corso perché qualcuno vorrebbe farmi radiare perché sarebbe incompatibile con le mie attività, ma non ci sono i presupposti per un provvedimento del genere.

Oltre avvocato, se anche un critico d'arte?
Sì. Io mi definisco tale perché per me lo può essere chiunque. Io sono critico d'arte in quanto ho introdotto nuove interpretazioni delle opere. Come dicevo chiunque può esserlo, diversamente da una figura come l'avvocato, in cui serve una laurea e anni di praticantato, il critico lo può fare chiunque guardando un quadro, un disegno, o ascoltando una canzone, esprimendo il proprio giudizio.

Torniamo a Youtube e agli esordi.
Guarda, io ho aperto il mio primo canale nel 2012, fino ad allora per me internet non esisteva quasi. Ho pubblicato molti video ma non per mostrarli e fare chissà quante visualizzazioni, ma piuttosto per avere un mio archivio. La rete a questo scopo si prestava bene. La scintilla che ha dato il via a tutto è stata un video realizzato nell'ottobre del 2011 con lo scomparso Osvaldo Paniccia. I numeri del canale sono cresciuti in modo esponenziale, così come le condivisioni di quel filmato. Da lì ho iniziato a puntare maggiormente su internet e a scoprire molto cose che prima non conoscevo.

Ad oggi conti centinaia di video pubblicati e milioni di visualizzazioni. Come ci sei riuscito?
Non ho nessun segreto strano. La ricetta magica non esiste. Ho semplicemente continuato a fare quello che mi piaceva fare, ma puntando maggiormente su internet e sui video che mostrano la realtà. Io parlo di "tv vérité" nei miei filmati, proprio perché non mi piace che si alteri la realtà. Questa è una delle cose che fa sì che la gente mi odi o mi ami, a seconda dei casi. Ma io non cambio, voglio continuare a far vedere la verità così com'è.

Molti youtubers poco conosciuti si sono affidati a te per farsi conoscere, come funziona questa collaborazione?
Io faccio tutto gratuitamente. Apparire nei video di altre persone, o invitarli a partecipare ai miei filmati è uno scambio reciproco in realtà. Prendiamo l'esempio di Giuseppe Simone (un altro youtubers, ndr). Da due anni faceva video molto seguiti, ma quello con più visualizzazioni è il primo in cui l'ho intervistato. Non ci ha guadagnato solo lui in termini di visibilità, anche ho avuto la mia parte di fan contenti che lo avessi incontrato e fatto partecipare al "Diprè per il sociale". Quando parlo di guadagno intendo come persone che hanno visto e vedono il video, perché di compensi non se ne parla con nessuno, né a ricevere né a dare.

Il futuro come lo vedi? Continuerai la tua ascesa o prima o poi sparirai dal web?
Onestamente non ci penso al domani. Mi piace vivere il presente, mi piace fare i video e sapere che c'è tanta gente che li guarda. Internet ti permette di spaziare e toccare vari argomenti e per questo penso di poter continuare a fare video. Forse rischiano di sparire prima o poi molti personaggi che ho intervistato, ma questo dipende da loro. Dopo il "Diprè per lei" e il "Diprè per il sociale", ho iniziato una serie di video dedicati al gioco dei videogames e più avanti mi piacerebbe parlare anche di politica, ma in Italia non è una cosa semplice. Quanto alle serate che faccio per incontrare tutti i ragazzi che ogni giorni mi scrivono, se un giorno non dovessi più farne, non mi abbatterei. Io continuerò sempre con i video perché mi piace, a prescindere da quello che pende e penserà la gente.

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