Giornate Fai all'aperto: passeggiate e castelli

Sabato 27 e domenica 28 giugno sono in programma le Giornate Fai all'aperto. Oltre 200 luoghi aperti in più di 150 località italiane. Le visite sono a contributo minimo - da 3 a 5 euro - con prenotazione obbligatoria sul sito dedicato fino a esaurimento posti. In numero di ingressi per visita è limitato e previsto in gruppi ristretti per rispettare le normative di sicurezza.  

Torino 

Passeggiata nel Verde Nascosto dei Bastioni. Passeggiata lungo le mura, unico residuo della cinta muraria distrutta in epoca napoleonica, attualmente oggetto di restauro.

Grugliasco 

Agroinnova - "Le Piante Al Centro - La Cultura Del Verde". Il Centro di Competenza per l’Innovazione in campo agro-ambientale Agroinnova dal 2002 è attivo per la risoluzione di questioni connesse al tema della difesa delle piante, che da sempre rappresenta un argomento di grande attualità per le dirette e complesse affinità con problematiche di tipo ambientale e igienico-sanitario.

Settimo Vittone 

Passeggiata fra Montestrutto e Pieve di San Lorenzo. Salendo da Montestrutto al castello di Settimo Vittone, si avrà un bel colpo d'occhio dei pendii terrazzati del versante montano, sia verso valle che verso la serra morenica.

Gravere 

Certosa della Losa. La Certosa di Madonna della Losa si erge sulle alture che dominano Gravere. La storia della cappella, che si erge nel cuore della borgata su di una splendida balconata naturale da cui si domina tutta la conca di Susa, è legata alla presenza certosina.

I beni del Fai

Caravino 

Il Castello di Masino racconta il “verde d’archivio”; grazie alla ricerca nei documenti d’archivio custoditi nella Biblioteca del Castello, il FAI ha potuto ricostruire la storia dei giardini e del parco, con alberi secolari e rari come i corbezzoli; dai grandiosi progetti settecenteschi alla francese, con grandi allee alberate, geometrici parterres e un labirinto, alla trasformazione ottocentesca all’inglese, con boschetti e radure in cui spicca un tempietto neogotico; fedele ai documenti d’archivio, il FAI ha ricostruito con duemila piante di
carpino il labirinto settecentesco, il secondo più grande in Italia, e ha reimpiantato un vigneto di “Erbaluce”, una produzione locale che storicamente contribuiva all’economia del Castello.

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