"Ghiaccio", storia di sport e di integrazione al Cap 10100

"Ghiaccio", opera prima di Tomaso Clavarino con le musiche originali di Paolo Spaccamonti, mostra le storie di Kebba, James, Edward, Seedia, Lamin e Joseph, che hanno fondato la prima squadra di curling di rifugiati: l’Africa First Curling Team e sono stati ammessi al campionato nazionale pur non essendo cittadini europei.

Sul ghiaccio del Palacurling di Pinerolo (To) si allena questa squadra unica, formata da sei richiedenti asilo ospitati in Val Pellice che, come in un moderno “Aspettando Godot” attendono quel permesso che darà loro la possibilità di iniziare una vita lontana dai paesi di origine. La loro è una storia di resistenza e di speranza, ma anche di spirito di adattamento e curiosità, che rende possibile a chi è climaticamente distante, di trovare una possibilità nel gelo di un palazzetto sportivo ai piedi di una valle piemontese.

Il film segue le vicende del gruppo, tra integrazione e burocrazia mantenendo l’attenzione sul curling come mezzo di riscatto sociale e umano. Il documentario Ghiaccio (Italia, 2019, 73’) sarà presentato in anteprima regionale al "Glocal d'estate" - versione estiva e diffusa del 19° Glocal Film Festival sospeso lo scorso marzo - martedì 21 luglio alle 21.30 al Cap10100 di Torino (Corso Moncalieri 18) per la rassegna This Must Be the Place.

A introdurre il film – preceduto da un aperitivo dalle 20.30 – il regista Tomaso Clavarino e il produttore Tommaso Caroni (proiezione e aperitivo 10 €). Il Glocal Film Festival / Glocal d’estate – rassegna dedicata alla creatività e l’industria cinematografica piemontese – ogni anno presenta i migliori documentari e cortometraggi realizzati da registi o case di produzione locali, o girati in location della regione.

In programma nella sezione competitiva Panoramica Doc 2020, Ghiaccio è uno dei 6 documentari in gara selezionati dai curatori Gabriele Diverio, Maurizio Fedele e Carlo Griseri tra 31 lavori iscritti al festival, che ne hanno valutato la qualità e la capacità di raccontare, con un occhio di riguardo alle produzioni indipendenti.

Al miglior documentario 2020 scelto dai giurati Stefano Cravero (montatore di film come Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli), Francesco Giai Via (Critico cinematografico, direttore dei festival Annecy Cinéma Italien e Carbonia) e Chiara Zanini (Critica cinematografica e operatrice culturale del Cinemino di Milano) andrà il Premio Torèt Alberto Signetto (2.500 €).

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