Frida Kahlo, il caos dentro. La mostra al Mastio della Cittadella da Aprile 2021

Dopo le città di Roma e Milano anche Torino ospita la terza tappa del tour della mostra di FRIDA KAHLO al Mastio della Cittadella una location di grande fascino e storia nel cuore di Torino piena di storia

Torino ospita la tappa conclusiva del tour per la prima volta in Italia dal 17 aprile al 21 luglio 2021 negli spazi del Mastio della Cittadella la mostra Frida Kahlo - Il caos dentro, un percorso sensoriale con oltre 1.800 mq di allestimenti unica nel suo genere altamente tecnologico e spettacolare che immerge il visitatore nella vita della grande artista messicana, esplorandone la dimensione artistica, umana, spirituale.

Prodotta da Navigare Srl con la collaborazione essenziale e fattiva del Consolato del Messico, della Camera di Commercio Italiana in Messico, della Fondazione Leo Matiz, del Banco del Messico, della Galleria messicana Oscar Roman, del Detroit Institute of Arts e del Museo Estudio Diego Rivera y Frida Khalo, la mostra è curata da Antonio Arèvaldo, Alejandra Matiz, Milagros Ancheita e Maria Rosso e rappresenta una occasione unica per entrare negli ambienti dove la pittrice visse, per capire, attraverso i suoi scritti e la riproduzione delle sue opere, la sua poetica e il fondamentale rapporto con Diego Rivera, per vivere, attraverso i suoi abiti e i suoi oggetti, la sua quotidianità e gli elementi della cultura popolare tanto cari all’artista.

Frida Kahlo rappresenta il simbolo dell’avanguardia artistica e culturale messicana con la geniale sensibilità, la forza trasgressiva e i pensieri profondi di una delle icone femminili più amate e celebrate del Novecento. Frida è quella straordinaria artista che nonostante una vita travagliata, tra avventure, passioni e dispiaceri, ha lasciato al mondo un patrimonio d’arte senza paragoni, mentre il suo amato Diego Rivera, fu tra i principali ispiratori dell’arte muralista.

L'opera di Frida affonda le proprie radici nella tradizione popolare, ma anche nelle sue esperienze di vita e nelle sofferenze patite, che riesce a esprimere con straordinario talento: il caos interiore e il travaglio esistenziale sono espressi attraverso una produzione artistica eccezionale, capace di trascendere ogni epoca e frontiera. E non solo. Sono costanti, infatti, i richiami a un Messico che attraversa profonde trasformazioni sociali, politiche e culturali, le stesse che lo avrebbero condotto alla modernità del XX secolo.

L’esposizione propone un percorso che permette di entrare negli ambienti dove la pittrice visse, di capire attraverso i suoi scritti e la riproduzione delle sue opere la sua poetica e il fondamentale rapporto con Diego Rivera. Dopo una spettacolare sezione multimediale, con immagini animate e una avvincente cronistoria, raccontata attraverso le date che hanno segnato le vicende personali e artistiche della pittrice, la mostra entra nel vivo con la riproduzione minuziosa dei tre ambienti più vissuti da Frida a Casa Azul, la celebre magione messicana costruita in stile francese da Guillermo Kahlo nel 1904 e meta di turisti e appassionati da tutto il mondo: la camera da letto, lo studio realizzato nel 1946 al secondo piano e il giardino. 

La sezione I colori dell’anima, curata da Alejandra Matiz, direttrice della Fondazione Leo Matiz di Bogotà, presenta i magnifici ritratti fotografici di Frida realizzati dal celebre fotografo colombiano Leonet Matiz Espinoza (1917-1988). Matiz, considerato uno dei più grandi fotografi del Novecento, immortala Frida in spazi di quotidianità: il quartiere, la casa e il giardino, lo studio.

Al piano superiore la mostra prosegue con una sezione dedicata a Diego Rivera, dove sono proiettate le lettere più evocative che Frida scrisse al marito. Una stanza è invece dedicata alla cultura e all’arte popolare in Messico, che tanta influenza ebbero sulla vita di Frida. In mostra anche alcuni esempi mirabili di collane, orecchini, anelli e ornamenti propri della tradizione che hanno impreziosito l’abbigliamento di Frida. Nella sezione seguente sono esposti gli abiti della tradizione messicana che hanno ispirato ed influenzato i modelli usati dalla Kahlo: gonne ampie e coloratissime, scialli e camiciole, copricapo e collane.

Il focus sulla tradizione messicana procede con la sezione dedicata ad alcuni dei più conosciuti murales realizzati da Diego Rivera in varie parti del mondo. Nella sezione Frida e il suo doppio sono invece esposte le riproduzioni in formato modlight di quindici tra i più conosciuti autoritratti che Frida realizzò nel corso della sua carriera artistica, tra cui Autoritratto con collana (1933), Autoritratto con treccia (1941), Autoritratto con scimmie (1945), La colonna spezzata (1944), Il cervo ferito (1946), Diego ed io (1949).

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La mostra prosegue con una straordinaria collezione di francobolli, dove Frida è stata effigiata, una raccolta unica con le emissioni di diversi stati. Il percorso comprende anche l'opera originale di Frida del 1938 Piden Aeroplanos y les dan Alas de Petate – Chiedono aeroplani e gli danno ali di paglia e sei litografie acquerellate originali di Diego Rivera. Chiude la mostra una sala multimediale 10D che combina video ad altissima risoluzione, suoni ed effetti speciali, una esperienza sensoriale di realtà aumentata molto emozionante, adatta a grandi e piccoli.

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