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10 cose da fare al Salone del Libro di Torino

Fino a lunedì prossimo al Lingotto Fiere c'è il Salone del Libro 2011. I nostri consigli per godersi al cento per cento uno degli eventi più attesi della primavera torinese

Scoprire. Realtà finora nascoste, relegate all'esoterico, conosciute solo attraverso pochi sprazzi sospetti, vengono allo scoperto nella più convenzionale forma dello stand: come la massoneria, rappresentata  dalla Gran Loggia d'Italia, per la prima volta al Salone. “La gente ha un'idea distorta della massoneria, dice Piero Sabena, medico, curatore di parte dell'editoria della Loggia. “Abbiamo deciso di uscire dalle officine, e di farlo nel mondo della cultura, perchè ci sembra la maniera più pacifica. Il nostro è un messaggio culturale”. Lo stand resta il più cupo del salone: nero, con una piccola mostra di oggetti, fra cui la squadra, il compasso e il martello, e pensieri di massoni famosi. Materiali e incontri sono a disposizione del pubblico, per chi volesse saperne di più.

Ascoltare. E suonare, anche. La piccola area dedicata alla musica ospita, oltre alle edizioni Ricordi e spartiti di ogni genere, strumenti antichi e nuovi. In alcuni casi è possibile persino suonarli, attraendo le attitudini alla sperimentazione dei più giovani. Due spazi radio permettono al pubblico di vedere gli speaker mentre trasmettono live: radio 24 e Radio Rai.

Stupirsi. La meraviglia è dietro l'angolo, al Salone. Così può capitare, passeggiando, d'imbattersi in Puskin, le sue poesie lette ad alta voce da un gruppo della scuola Sergio Tofano, diretta da Mario Brusa.   I giovani lettori, tutti in maglietta bianca, portano la poesia dell'Ottocento per i corridoi, attirando le curiosità dei passanti. Di chi ha letto Puskin, ma anche di chi chiede se sia un attore o cosa.

Guardare. L'area Comics ospita diversi tipi di fumetto - ironici, avvincenti, sognanti, non più solo appannaggio della fetta più giovane del mercato – e libri illustrati. Oltre alle edizioni d'arte, qualche opera originale è dispersa fra gli stand. Per chi preferisce immagini più pop, lo stand Rai Tv trasmette costantemente, oltre ad ospitare incontri e dare informazioni.

Leggere. Perché, in fondo, è il Salone del Libro. E nonostante le librerie siano aperte tutto l'anno, avere davanti l'intero panorama editoriale apre orizzonti. Accanto alle grandi e grandissime, come Mondadori, Feltrinelli, Giunti eccetera, appaiono le medie e piccole aziende di culto, come Add e Minimum Fax. Nonché, di settore: spiritualità indiana, psicologia, ciclismo. E una piccola casa editrice palermitana, la Zero91, il cui slogan recita: “Contro l'editoria a pagamento”. Nata nel 2006, si basa sull'dea che sia sbagliato chiedere contributi agli autori, come fanno molte case editrici. “L'editore deve assumersi il rischio”, ci dice uno dei responsabili dello stand, “non ha senso pagare per essere pubblicati, è come pagare per lavorare”. Fra i 25 titoli, soprattutto narrativa di qualità, e un libro fotografico, “Mafia”.

Indignarsi. L'imperativo del momento, lanciato da Stéphane Hessel con il suo libro prima, “Indignatevi!”, e con la sua presenza a Torino poi, durante Biennale Democrazia, ha mietuto vittime anche fuori casa editrice. Così lo stand Beccogiallo, editrice di fumetti, appende un becco di cartoncino giallo al muro, e invita i passanti a infilarlo e indignarsi, davanti ad una macchina fotografica, per poi condividere le immagini su facebook. Add, invece, mette a disposizione dei post-it, che danno voce ai motivi di indignazione della gente: sul muro rosso le ragioni del disappunto vanno dall'ipocrisia, al qualunquismo, al ruolo delle donne.

Giocare. Lo stand Panini, davanti ad una gigantografia della longevissima Pimpa, ancora adorata dai piccoli, ha posto una casetta di cartone a disposizione dei bambini, oltre ai coloratissimi libri dedicati a loro. I più grandi possono divertirsi all'accecante stand Nintendo, attrezzato con postazioni di gioco, frequentatissimo e bianchissimo.

Ricordare. Naturalmente, il Risorgimento, presente in piccoli tocchi un po' ovunque, disperso nella labirintica struttura del Padiglione, fra edizioni dedicate della Treccani, genealogie degli eroi, e la pianificazione di incontri dedicati ad ognuno dei principali personaggi dell'unificazione nazionale.

Viaggiare. In Russia, il cui monumentale stand accoglie i visitatori appena entrati con libri in lingua, poster di film e citazioni. In Romania, attraverso fotografie e parole. In Palestina e in Israele, fisicamente lontani solo nella rappresentazione del Salone, la prima dotata anche di area lounge con cuscini, il secondo di gadget e libri, grazie al lavoro dell'associazione torinese, ormai ventennale, Italia-Israele.

Curiosare. Ad esempio, fra i libri più piccoli del mondo, prodotti a mano in Perù, ma da un'idea di un italiano, risalente agli anni '70. Fra i titoli, sia i grandi (naturalmente, solo nel contenuto) come la Divina Commedia, l'Odissea e la Bibbia, sia libbriccini a tema da regalare agli amici. O fare domande ad un Dante virtuale nello stand di bol.it e annusare gli ebook, ancora così sconosciuti.

SALONE DEL LIBRO 2011

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