Festival Torino danza 2015

Cinema, danza, nanodanza, performance, bricolage di linguaggi e contaminazioni. Qualsiasi definizione diamo a questo spettacolo sarà sempre riduttiva rispetto alla meraviglia di una creazione originale e sempre nuova che si compie sotto gli occhi di chi guarda, intreccia sapientemente arti diverse e scardina il confine fra una e l’altra aprendo le porte all’immaginazione pura e alla magia di cui sono fatti solo i sogni, la poesia e i ricordi infantili.

Mentre assistiamo a più coreografie allo stesso tempo con un film proiettato sullo sfondo, fanno il loro ingresso figure imponenti e affascinanti, nude e muscolose, dotate di una straordinaria sensualità: si incontrano, si toccano, si accarezzano. Sono dita delle mani riprese a distanza ravvicinata e proiettate su grande schermo. Si muovono fra miniature, case di bambole, minidivani e minilampioni e raccontano le loro storie.

L’idea originale è della coreografa Michèle Anne De Mey e del regista Jaco Van Dormael, in creazione collettiva con il danzatore Grégory Grosjean, l’autore Thomas Gunzig, il cameraman Julien Lambert, la set designer Sylvie Olivé, il creatore delle luci Nicolas Olivier.

La premessa di Kiss & Cry è semplice come lo sono i temi dei racconti universali: «Dove vanno le persone quando scivolano via dalla nostra vita e dalla nostra memoria?».

Se lo chiede una donna aspettando il treno. Dove sono finite le persone che ha amato, abbracciato, che hanno occupato i suoi pensieri, che l’hanno rincorsa o delusa, che ha aspettato e non aspetta più. Non ricorda la voce o il viso ma le mani sì: mani che accarezzano, mani calde, mani nodose, mani soffici, mani secche. Il tatto diventa ricordo e nostalgia, la mano sineddoche del corpo, la parte per il tutto. E da qui parte il suo, e il nostro viaggio.

Kiss & Cry è un sogno collettivo, una parabola corale in una polifonia di linguaggi artistici. Si respira la gioia del creare insieme: le singole individualità abbandonano le preoccupazioni personali per lasciare spazio a un progetto collettivo che si nutre dal mondo interiore di tutti e di ciascuno e diventa forza condivisa.

Tempo, distanza, dimensioni. Emozione e finzione. Tutto è mescolato in una narrazione simultanea che abbraccia performance live e non, il granello di sabbia e il mondo intero, il presente e l’universale, specchio e lente di ingrandimento per farci testimoni di una magia irripetibile che ha il suono e il sapore delle sensazioni più intense.

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