"L’eredità della Resistenza d’ispirazione cristiana in Piemonte" alla Biblioteca Nazionale

Sarà inaugurata il 4 aprile alle 10, presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino in piazza Carlo Alberto, 3,  la mostra promossa dal Centro Studi Giorgio Catti dedicata ai 50 anni dell’istituzione (1966-2016). «L’eredità della Resistenza d’ispirazione cristiana in Piemonte»,  aperta al pubblico fino al 29 aprile con orari dal lunedì al venerdì 10-18 e sabato 10-13, è un itinerario che racconta la Resistenza di ispirazione cristiana in Piemonte ed il contributo dei suoi protagonisti sopravvissuti alla ricostruzione del Paese attraverso foto e documenti coevi. La parte più significativa della documentazione esposta, infatti, fa parte dell'Archivio storico che i fondatori del Centro avevano raccolto e poi trasferito all'Archivio Diocesano Arcivescovile per evitare che potesse un giorno andare perso.

Per facilitarne  la consultazione di questo 'unicum' storiografico, il Consiglio Direttivo in carica dopo la rifondazione del Centro stesso, avvenuta nel 2014, ha incaricato la s.c. Culturalpe di redigere l'inventario dell'Archivio. Il risultato è condensato in un volume di 671 pagine che verrà presentato nel corso della cerimonia inaugurale del 4 aprile alla presenza della Presidente Onoraria Maria Romana De Gasperi Catti

La mostra, pertanto, oltre a celebrare ed onorare la memoria di coloro che lottarono per la libertà, non è un fatto fine a sé stesso: la sua realizzazione è finalizzata a dare risalto e visibilità a questo patrimonio archivistico interessante ed inedito, nella speranza di rendere famigliare ciò che prima era conosciuto da pochissimi ricercatori, nell’ottica di un arricchimento e di una crescita culturale condivisa. Coniugando il rigore scientifico con un dettato semplice e divulgativo, la mostra offre una lettura di fatti, istituzioni e personaggi in senso tematico e diacronico, puntando a restituire l'apporto, assolutamente originale, di coloro che si ispiravano a valori spirituali trasfusi soprattutto dalle encicliche papali e dalle elaborazioni fattane, già durante il Regime fascista, soprattutto nei circoli dell'Azione Cattolica .   

Inoltre, particolare evidenza sarà data (in molti casi per la prima volta) alle vicende biografiche di protagonisti e testimoni oculari legati alla storia di Torino e del Piemonte, dei quali l’Archivio del Centro Studi conserva numerosi autografi. I contenuti della mostra sono esposti attraverso una serie di didascalie e di riproduzioni fotografiche stampate su pannelli. L’evento dunque è immaginato come una mostra itinerante e modulabile, che potrà essere esportata e trovare spazio presso Istituti culturali, Centri di ricerca, Scuole e tutti gli enti interessati, ai quali offrire una fattiva occasione per promuovere la conoscenza e l’approfondimento degli argomenti trattati.     

Gli eventi espositivi sono  l’occasione per promuovere inediti percorsi didattici dedicati alle scuole, atti a guidare i più giovani nell’osservazione e analisi delle testimonianze archivistiche in chiave storica, ponendo l’accento sul legame tra archivi, ricerca e presente.  Tutto questo in un periodo come quello che si sta avvicinando in cui verrà celebrata solennemente il settantennio dell'adozione della Costituzione repubblicana nata dal crogiolo della Lotta di Liberazione in tutte le sue sfaccettature. La sfida è dimostrare come le carte non siamo oggetti inerti, ma “specchio” di una vita passata che si perpetua nel tempo, rinnovandosi nelle attività e nell’impegno profusi ancora oggi dai loro custodi. 

Il messaggio più forte che questa iniziativa trasmette é contenuto nella seguente affermazione conclusiva di un intervento dell'Arch. Mario Deorsola (partigiano cattolico praticante delle formazioni GL partecipe della fondazione del Centro Studi Giorgio Catti e suo Segretario, ferocemente crivellato di proiettili alle ginocchia ed alle spalle, dalle Brigate Rosse, il 18 novembre1978: "Il totalitarismo è un'offesa alla dignità dello spirito. Per questo i cattolici celebrano la Resistenza più come un impegno per il futuro che non come un ricordo del passato" E' questa l'eredità della Resistenza di ispirazione cristiana che gli attuali soci del'Associazione che porta il nome del giovane partigiano 'santo' Giorgio Catti hanno ribadito nel nuovo Statuto, aggiornato nel 2014, impegnandosi a "promuovere studi e ricerche attinenti ogni manifestazione storico-culturale relativa alla salvaguardia di valori ed ideali propri della tradizione democratica….specie per quanto attiene la libertà, la dignità della persona, il pluralismo, l'opposizione….ad ogni forma di totalitarismo culturale e politico

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