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Anche i reperti di Palmira in mostra a Palazzo Saluzzo di Paesana

Appartiene a un antiquario di San Mauro il bassorilievo di Palmira salvato dalla devastazione dell'Isis, in esposizione alla mostra "Antiche emozioni"

C'è anche un reperto archeologico, salvato dalla furia devastatrice dell'Isis in Siria, alla mostra "Antiche emozioni" a Palazzo Saluzzo di Paesana. Si tratta di un bassorilievo di Palmira, in antichità una delle più importanti città della Siria, del terzo secolo dopo Cristo: una lastra figurata usata a suo tempo per chiudere una tomba, forse di origine romana.

Ad acquistarla, lo scorso gennaio, da un noto mercante di St Germain-des-Pres a Parigi, Maurizio Candiani, un antiquario di San Mauro Torinese che l'ha inserita nella sua collezione privata. Il reperto misura circa 40 centimetri per 30 e pesa una settantina di chili: sopra vi è raffigurato un uomo seduto, dal viso ben delineato e vestito in in abiti romani, servito da un giovane che gli versa da bere, il cui volto invece non si è conservato perfettamente.

Candiani, alla mostra che resterà nel palazzo settecentesco torinese soltanto dal 7 al 10 aprile ed è stata realizzata dall'Associazione Piemontese Antiquari, presenta all'esposizione altri pezzi tra cui un bassorilievo egizio della XVIII dinastia e una statua in legno di sicomoro dell'antico Egitto.

Non è ben chiaro come l'opera sia arrivata in Europa: lo stesso antiquario che l'ha acquistata non ne è al corrente. L'unico dettaglio che gli è stato fornito è relativo alla proprietaria precedente: una famiglia di Berlino che la conservava dagli anni 60. Sul periodo precedente aleggia invece il mistero.  

Alla mostra "Antiche emozioni" si potranno ammirare in tutto 120 pezzi, tra arte antica, arte orientale, liberty e dèco, tappeti da collezione e dipinti dell'800. Nello specifico, a meritare una particolare attenzione un tappeto da preghiera anatolico Bursa del XIX secolo; un paesaggio lacustre di Vittorio Avondo; una copia di sculture in legno cinesi che rappresentano Buddha; una scrivania genovese del XVIII secolo; due opere di Carol Rama e un bureau de dame di Emile Gallè.

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