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Tra scale strette e scorci inediti apre il nuovo percorso della Mole

Il Comune di Torino e il Museo hanno deciso di aprire un inedito percorso a piedi del simbolo della città. Dal piano terra si arriva fino al tempietto dove approda l'ascensore

Centocinquant'anni fa si inaugurava il cantiere che avrebbe dato vita alla Mole Antonelliana, quello che oggi è il simbolo di Torino, il simbolo di una città in continuo cambiamento ma che, proprio in quella costruzione così alta e visibile da gran parte della città, ha il suo punto di riferimento.

Quando si misero i primi mattoni era il 1863. A 150 anni da quel giorno la città apre un nuovo percorso fino ad oggi rimasto sconosciuto ai visitatori. Per arrivare alla cupola non c'è solo l'ascensore con cui poter salire, ma ci sono le scale che, snodandosi tutto attorno alle aree laterali, porta fino al Tempietto, sito ad 85 metri d'altezza.

Un percorso non semplice da percorrere, fatto di scale strettissime, con poche finestre e spesso storte rispetto al pavimento. Una sensazione di ubriachezza pervade il corpo salendole, ma qualche attimo di sbando vale la pena averlo perché dai vari oblò posizionati in vari punti si può ammirare la città da una prospettiva inedita fino ad oggi. Curioso anche il caschetto che obbligatoriamente bisogna indossare prima di iniziare "la scalata", dà a tutto una sensazione di avventura.

"Salire sulla Mole è un'emozione - dice prima dell'inaugurazione del nuovo percorso l'assessore comunale alla Cultura Maurizio Braccialarghe -. Siamo orgogliosi della nostra città piena di misteri e di incredibili squilibri. Oggi offriamo una nuova opportunità di poter vivere la Mole dall'interno, di poter entrare completamente nel cuore di questo splendido monumento".

Tra salita e discesa il tempo stimato è di circa un'ora. Il percorso si può fare in tutti i giorni della settimana, lunedì escluso, alle ore 12. Nel week end ed nei festivi anche alle 16. Come ben specificato dal personale, la visita è sconsigliata ai visitatori affetti da difficoltà motorie, gravi difetti della vista o dell'udito, cardiopatie o patologie polmonari, claustrofobia o sintomi da disorientamento.

"In realtà non è una salita troppo difficile - premette Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema -, anche se bisogna prendere qualche precauzione. E' comunque una salita emozionante e soddisfacente che speriamo sia accolta positivamente".

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