Musei, cinema e spettacoli in Piemonte: il covid causa perdite per 100 milioni di euro

Cinquanta milioni solo di mancati incassi

La cultura in Piemonte, per colpa del covid, perde - fino a maggio 2020 - circa 50 milioni di euro. Ma se si considera lo scenario allargato delle attività culturali con il suo indotto, gli operatori e le imprese che si occupano di produzione di attività culturali, le perdite stimate nel primo semestre superano la soglia dei 100 milioni. Si tratta di mancati incassi che derivano dagli ingressi nei musei, agli spettacoli dal vivo e nei cinema. Una stima delle perdite economiche fatta dall'Osservatorio Culturale del Piemonte che ha analizzato gli effetti del coronavirus. Dopo un 2019 nella norma - in cui il pubblico dei musei è leggermente aumentato e così anche dei cinema -, la pandemia è arrivata a sparigliare le carte in un mondo, quello della cultura, già normalmente caratterizzato da una cronica debolezza strutturale e indebolito da anni di crisi economica.

I numeri nel dettaglio

Nel dettaglio i musei perdono tra i 19 e i 20 milioni di euro, ripartiti in una cifra attorno ai 14 Mln di euro per la sola città di Torino e attorno ai 6 Mln di euro per tutto il resto della Regione. Per ciò che riguarda lo spettacolo dal vivo, la perdita è stimata attorno ai 17,5 Mln di Euro (1,5 Mln da servizi non effettuati come laboratori, didattica, affitti, service a manifestazioni ecc. mentre i restanti 16 Mln di euro da mancati incassi da biglietteria, da ripartirsi in una quota attorno al 75% per la città di Torino e i rimanenti 4 Mln di Euro per il territorio regionale).

Una forte variabilità nella cifra complessiva è relativa, anno per anno, ai grandi concerti pop che rappresentano macchine economiche di forte impatto. Inoltre, la stima sulle perdite del primo semestre non comprende la stagione estiva, ricca di eventi ma soprattutto di festival che intersecano i diversi settori, musica di generi differenti, teatro, danza, cinema. Anche per il cinema la perdita è sostanziosa: si parla di 13,5 milioni di euro, se si tiene conto della media di incassi negli ultimi 5 anni, suddivisibili in circa 5,5 Mln di euro per Torino e 8 Mln di euro per il territorio regionale.

In questo conteggio non rientrano i contratti per forniture esterne che musei e organizzazioni di spettacolo dal vivo hanno interrotto verso le cooperative, le imprese di pulizie, i servizi didattici, tutte risorse che vengono a mancare all’insieme del comparto culturale e al suo indotto. Vanno aggiunti al conteggio anche gli operatori e le imprese che si occupano della produzione di attività culturali, dagli eventi all’organizzazione di mostre, alla valorizzazione dei beni culturali e del comparto che viene compreso nel termine imprese culturali e creative (con imprese che vanno dal design all’editoria, al comparto audiovisivo, ai videogames…). Considerando l'intero scenario, il computo delle perdite - come già sottolineato all'inizio - si estende ed emerge con evidenza come nel primo semestre si possa considerare già superata la soglia dei 100 milioni di euro.

Meno pubblico a causa delle norme anti contagio

Oggi la cultura si trova a fare i conti con i costi del distanziamento sociale e le limitazioni che abbassano le soglie di pubblico, spesso ben al di sotto delle soglie di sostenibilità economica. Molte istituzioni e organizzazioni culturali dovranno ripensare da zero le forme di sostenibilità e reinventare nuovi business model:

"Pensare a un pubblico più che dimezzato - ha commentato Luca Dal Pozzolo, Direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte - , non significa un automatismo nel chiedere più soldi allo Stato per ripianare le perdite, indipendentemente dalla natura dell’organizzazione, ma implica trovare un altro modello di sostenibilità, economica, sociale e culturale e ripensare completamente la propria missione".
 

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