Calano le vendite per la Piemonte Card: i musei non attirano più i turisti

L'assessore Parigi: "Torino non deve perdere il suo appeal culturale"

I musei piemontesi e torinesi non attirano più i turisti. Se i dati sui flussi turistici, relativi al 2018 e resi noti dall'Osservatorio regionale, portano in generale buone notizie l'assessore del Piemonte, Antonella Parigi, non nasconde la sua preoccupazione per il futuro e ci tiene a fare una riflessione.

"L'anno scorso abbiamo registrato un calo dell'11,5% della vendita delle Piemonte Card e meno presenze anche alla Reggia di Venaria - ha detto a Torino Incontra, a margine della presentazione delle ultime statistiche -. Dati preoccupanti che rivelano meno interesse verso i nostri musei". Se da un lato hanno preso campo e si rivelano in crescita il settore outdoor e quello enogastronomico - su cui anche la città di Torino punta molto da sempre -, va meno bene la motivazione più strettamente culturale, soprattutto per quanto riguarda il capoluogo piemontese dove i turisti si aspetterebbero di poter visitare la grande mostra o di assistere al grande evento.

La consacrazione nel 2006

"E' giusto che si valorizzino altri settori - ha aggiunto Parigi - ma Torino non deve perdere il suo posizionamento culturale a livello nazionale e internazionale. La cultura è una delle motivazioni che hanno permesso alla città di costruire uno status turistico che deve riuscire a mantenere anche negli anni a venire". Torino e la sua cintura non hanno mai avuto una tradizione turistica: difficilmente il territorio compariva sulle guide o veniva proposto dai tour operators. Dopo un lungo percorso, iniziato circa 15 anni fa e che ha raggiunto la sua consacrazione con l'evento olimpico nel 2006, c'è stata finalmente la trasformazione. Torino oggi non è più soltanto la città della Fiat e della Juventus, ma è nota anche per il suo appeal culturale e artistico.

Investire in cultura e vita notturna

Come altre note città europee però - una su tutte Parigi, dove è appena iniziata la grande mostra dedicata a Tutankhamon che si sposterà in diverse metropoli ma che ohimè non arriverà a Torino, il cui Museo Egizio è il più importante al mondo dopo quello del Cairo - per essere al top, deve far fruttare il suo capitale. "In questi anni abbiamo investito 200 milioni in turismo e cultura - ha detto Parigi, il cui mandato scadrà a maggio con le nuove elezioni - e i risultati si vedranno nei prossimi anni. Abbiamo iniziato un lavoro sul Barocco piemontese 2020, quando sarà prevista una grande mostra alla Reggia di Venaria: lasciamo questo in eredità, speriamo non cada nel vuoto". L'assessore poi, sottintendendo probabilmente alle ultime notizie che riguardano la chiusura di diversi locali al Valentino e della mancata rinascita della zona Murazzi, fa anche un riferimento alla vita notturna torinese: "Questo è stato negli ultimi anni un aspetto della città che ha attirato molti giovani provenienti da lontano - ha concluso -. Ed è un settore che va assolutamente protetto in futuro".   
 

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