Dopo il lockdown, il respiro è al centro di Torino Spiritualità: i luoghi e gli ospiti del festival

Sarà diffuso e raggiungerà diversi luoghi. Inoltre quest’anno, per la prima volta, sarà allestita una grande tenda in piazza Carlo Alberto

Da sin- Giacomo Poretti e Derio Olivero, due tra gli ospiti del festival

Nei mesi del lockdown abbiamo capito che cosa significhi davvero respirare: la più automatica delle azioni si è imposta all’attenzione collettiva alimentando paura, perché fragile, e reclamando cura, poiché preziosa. Torino Spiritualità, che torna dal 24 al 27 settembre 2020, per quattro giorni indagherà intorno al respiro, atto che innerva tutte le tradizioni filosofiche e spirituali, capace di svelare ogni piega del sentire umano. La sfera di pluriball scelta come immagine guida del festival intende alludere proprio a questa doppia natura del respiro: una vulnerabilità da avvolgere e custodire, per proteggerla dagli urti di questo tempo, e l’eterea bellezza di una perla fatta d’aria. Martedì 8 settembre aprirà la biglietteria del festival al Circolo dei lettori (lunedì-sabato ore 9.30-20 e domenica 27 ore 9.30-18) e online su VivaTicket.

I luoghi di Torino Spiritualità

Torino Spiritualità sarà un intreccio di incontri dal vivo, tra letture, dialoghi, concerti e spettacoli in città, ma anche itinerari urbani e nella natura, laboratori, esperienze, meditazioni e mostre per una rassegna più concentrata e inclusiva, da vivere in tutta sicurezza. Quest’anno, per la prima volta, sarà allestita una grande tenda in piazza Carlo Alberto, quasi una vela pronta a salpare per un viaggio, dal respiro lungo, nel pensiero e nel dialogo. E ancora, il festival raggiungerà Porta Palazzo, nel Cortile di Combo. Arriverà nei polmoni verdi della città: al Parco del Valentino, al Parco Leopardi e ai Giardini Sambuy. Ma sarà anche nei luoghi che accolgono il festival di consueto, come la Chiesa di San Filippo Neri, il Circolo dei lettori, il Museo del Risorgimento, il MAO Museo d’Arte Orientale e molti altri. Non mancheranno appuntamenti in digitale sulla pagina Facebook del festival e sul sito.

L’inaugurazione

Torino Spiritualità prende il via giovedì 24 settembre con un doppio appuntamento a ingresso gratuito presso la Chiesa di San Filippo Neri. Alle 18.30 il teologo Vito Mancuso e la giornalista scientifica Alessandra Viola intrecciano ecologia e teologia per riflettere sul mondo in quanto respiro. È il dialogo d’apertura “Di uomini e piante”: il respiro dei viventi, modera Armando Buonaiuto, curatore del festival. Ma prima che la conversazione inaugurale abbia inizio, il mondo vegetale prende forma di spartito nella performance strumentale degli Emanuele Via & Charlie T, che proprio agli alberi hanno dedicato il concept album di musica classica contemporanea Resina. A seguire, alle 21.30, Piero Marcelli legge “Oscar e la dama in rosa” di Eric-Emmanuel Schmitt accompagnato dal pianoforte di Chiara Bertoglio. 

Gli ospiti della 16esima edizione

Tra i tanti ospiti, Silvano Petrosino, filosofo noto a livello internazionale, studioso del rapporto tra razionalità e moralità, tra desiderio e umano, e Giacomo Poretti, 33,3% del trio comico (Aldo, Giovanni e Giacomo) più famoso d'Italia, insieme per descrivere l’ariosa leggerezza del buonumore, e la filosofa Francesca Rigotti, che riflette sulla respirazione a partire da altri due principi considerati vitali: la luce e il battito del cuore. Di ampio respiro anche l’incontro tra il latinista Ivano Dionigi, autore del recente Parole che allungano la vita (Raffaello Cortina) e il fondatore di Bose Enzo Bianchi: una conversazione su ciò che oggi può davvero ossigenare cuore e mente, e su ciò che invece soffoca il respiro di tanti uomini e donne per i quali la vita è spesso affanno e fiato corto.
 
Non mancano poi gli approfondimenti sul senso del respiro nelle diverse tradizioni religiose con, tra gli altri, il maestro buddhista Lama Michel Rinpoche, lo storico delle religioni e filosofie dell’India Federico Squarcini, il direttore dell’Istituto di giudaistica alla Freie Universitaet di Berlino Giulio Busi, il monaco e biblista Ludwig Monti. Il vescovo Derio Olivero esplora invece le sfumature del respiro nell’arte, anche alla luce della sua drammatica esperienza di malato di Covid durante la fase più acuta dell’emergenza. E l’arte visiva, questa volta ibridata con le tecnologie della realtà virtuale, è anche al centro della performance immersiva Vera_Quiete, a cura di Fluxlab. Arricchiscono il programma gli appuntamenti firmati dal Comitato Interfedi della Città di Torino, dal Centro Culturale Protestante, dai centri buddhisti aderenti UBI Unione Buddhista Italiana.
 
Agli incontri e ai dialoghi si affianca il programma di laboratori esperienziali della Scuola di Otium, che offre spazi per mettersi in cerca della più autentica espressione di ciò che siamo. Tra gli appuntamenti, il maestro federale di apnea Giulio Caresio guida un percorso di apnea “a secco” e in piscina; il cantore liturgico Irene Rotondale e il protopresbitero Iosif Restagno tengono un workshop dedicato al canto bizantino e la tanatologa Caterina Giavotto, insieme alla psicologa Emanuela Pluchinotta, riflette sul vivere a partire della nostra condizione mortale.
 
E poi la musica, che tanto condivide con il ritmo del respiro. Tra le esibizioni attese, i sufi delle confraternite Qādiriyya e Murīdiyya dell’Islam senegalese che intrecciano canti e melodie con le sonorità medievali del coro dell’Abbazia della Novalesa, in collaborazione con il Centro studi Federico Peirone; le performance del musicista svizzero Marco Lienhard, virtuoso dello shakuhachi, il flauto tradizionale giapponese, che si esibisce all’alba in un parco cittadino e poi nel giardino zen del MAO Museo d’Arte Orientale, accompagnato da letture di testi della tradizione zen.
 
Tra gli interventi che compongono la sezione di programma in streaming, il dialogo tra due filosofi sul respiro degli animali, con Leonardo Caffo, fondatore di Waiting Posthuman Studio, in libreria con Quattro capanne o della semplicità (nottetempo), e Felice Cimatti, docente di Filosofia del Linguaggio all’Università della Calabria e all’Istituto Freudiano; il dialogo tra il linguista e neuroscienziato Andrea Moro e il direttore della Fondazione Circolo dei lettori Elena Loewenthal, che ragionano su respiro, linguaggio e volontà; la riflessione di Pablo d’Ors, scrittore e sacerdote spagnolo, consultore del Pontificio Consiglio della Cultura e autore di quel piccolo e meraviglioso libro sulla meditazione che è Biografia del silenzio, proprio sul legame tra respiro e silenzio.
 
Inoltre, le sale del Circolo dei lettori ospitano una mostra dedicata alla figura di Guido Ceronetti, a cura dell’Editore Tallone, che inaugurerà con una performance dell’artista Stefano Faravelli e dell’attrice Paola Roman
 

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