Torino Film Festival, è in arrivo la 37ma edizione tra ospiti d'eccezione e genere horror

Dal 22 al 30 novembre

La città si prepara a ospitare per la sua 37ma edizione il Torino Film Festival, una delle principali rassegne cinematografiche italiane votata al cinema nuovo e alla scoperta delle migliori tendenze contemporanee del cinema indipendente internazionale. La kermesse, eccezionale vetrina per giovani registi e attori, è diretta da Emanuela Martini dal 2014 e ha come location di riferimento, ormai da anni, il Cinema Massimo di via Verdi, il Cinema Classico di piazza Vittorio Veneto e il Cinema Reposi di via XX Settembre. Per assistere alle proiezioni del Tff è necessario munirsi di ticket di ingresso o di abbonamento, diretttamente alle casse o sul sito ufficiale della manifestazione. 

Carlo Verdone, Gianni Amelio e Barbara Steele

Guest Director di questa 37ma edizione è il regista, sceneggiatore e attore Carlo Verdone, presente in città nei giorni del festival per presentare al pubblico “Cinque grandi emozioni”, la sezione da lui curata composta dai film: Ordet di Carl Theodor Dreyer, Buon compleanno Mr. Grape di Lasse Hallström, Divorzio all’italiana di Pietro Germi, Oltre il giardino di Hal Ashby, Viale del tramonto di Billy Wilder.

A dare il via alla rassegna, il film "Jojo Rabbit", nelle sale italiane il 23 gennaio 2020, di Taika Waititi, il regista neozelandese autore di "Thor: Ragnarok" e del mockumentary vampirico "What We Do in the Shadows", con il quale vinse il premio per la migliore sceneggiatura al Torino Film Festival 2014. Ma il Torino Film Festival si prepara anche a rendere omaggio a Gianni Amelio - anche direttore del Tff dal 2009 al 2012 - con il restauro di uno dei film-chiave della sua opera: la proiezione di "Il ladro di bambini" (1992).

L’immagine ufficiale Tff 2019 è il volto di Barbara Steele, una delle più potenti icone femminili dell'horror classico immortalata sul set del film "Amanti d'oltretomba" di Mario Caiano del 1965. La fotografia colpisce per gli occhi grandi della Steele, la figura sinuosa e i tratti aguzzi: la materializzazione della sensualità e del mistero di tutte le "signore della notte" nella fioritura gotica italiana degli anni 60. Barbara Steele tra l'altro sarà ospite del festival: riceverà il Gran Premio Torino 2019 e introdurrà la proiezione dei film dei quali è protagonista 

La retrospettiva horror

Nel corso della manifestazione è in programma inoltre la retrospettiva "Si può fare !", dedicata al genere horror classico dagli anni ’20 ai ’70. Il nome nasce dalla frase che esclamava il dottor Frankenstein leggendo gli appunti del nonno sulla possibilità scientifica di rianimare i morti, in Frankenstein Junior, l'irresistibile omaggio di Mel Brooks ai gloriosi horror degli anni ‘30.

Curata da Emanuela Martini, la retrospettiva andrà dagli incubi aguzzi della Repubblica di Weimar evocati nel 1920 da Robert Wiene con Il gabinetto del dottor Caligari ai voraci non morti resuscitati da George Romero nel 1969 con La notte dei morti viventi, primo, dirompente capitolo del New Horror. E poi le creature classiche materializzate dalla Universal - Dracula, Frankenstein, L'uomo Lupo, Il fantasma dell'Opera - e trent'anni dopo rese sensuali e sanguigne dalla Hammer Film

La sezione documentari

Il Torino Film Festival ha annunciato alcune anticipazioni sulla sezion TffDoc che quest'anno prevede una selezione di film documentari dedicata al concetto di “desiderio”. Partendo dall’etimologia del verbo “desiderare”, che in latino letteralmente significa “fissare attentamente le stelle”, è nello spazio tra "de" e “sideràre" tra il guardare le stelle e l’assenza di stelle dal cielo che si sta guardando, che il focus 2019 di TffDoc trova la sua ragion d’essere.

Il cielo è, idealmente, lo schermo su cui saranno proiettati i film di TffDoc/desiderio che inizierà con un assassinio: quello che De Sade fa del desiderio nel film di Albert Serra, "Libertè". La realizzazione del desiderio elimina quello spazio tra prefisso e suffisso che permette alla libertà di esistere. In quello spazio, su quello schermo, agiranno durante il Torino Film Festival la determinazione capace di travolgere i generi di "Indianara" diretto da Aude Chevalier-Beaumel e Marcelo Barbosa; gli sguardi curiosi, surreali e insolenti di "Delphine et Carole", "Insoumuses" diretto da Callisto McNulty.

E ancora, i canti d’amore degli uomini di "Lonely Rivers" diretto da Mauro Herce e dell’asino Yoda negli "Holy Days" diretto da Narimane Mari; la tensione verso un’Europa che non è mai esistita in "Heimat ist ein Raum aus Zeit" diretto da Thomas Heise; il desiderio infinito di fidarsi dell’Altro che pervade "Mi sono innamorato di Pippa Bacca" diretto da Simone Manetti.

I concorsi

Il Torino Film Festival ha mantenuto nel corso degli anni il desiderio di scoprire e far scoprire quanto di nuovo il cinema può offrire e quanto di bello chiunque possa trovare nella scoperta, o riscoperta, di un autore, di un’opera, di un tema, uno stile. Ogni anno il programma del festival si compone di un mix di cinema d’autore, cinema di genere, panoramiche su cinematografie straniere e produzioni video di varia natura distribuendo i film selezionati in diverse sezioni tematiche: lungometraggi internazionali, documentari internazionali e documentari italiani, cortometraggi italiani

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