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"Bianca, pezzo e voce perfetta: avrà fortuna nonostante il televoto"

"Mi appello alla Rai perchè nel 2015 restituisca il Festival a Pippo Baudo, patrimonio umano e culturale dell'Italia intera"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

"Bianca? Immagine fresca e pulita da piemontese raffinata, ottima voce, brano convincente. Nonostante il televoto, avrà fortuna. Al Festival l'eliminazione ha portato in fortuna in passato a quelli che sono poi diventati i giganti della musica italiana. Ottima la direzione orchestrale di Alex Gaydou, sono un binomio vincente, faranno strada". E poi: "Sanremo? Scene da dèjà-vu. Seconda serata sottotono, nulla di speciale. Troppi siparietti, troppo poco spazio alla musica. La prima serata, invece, merita una riflessione in più: è stata in apertura il sequel, anzi il remake. O meglio ancora, visto che siamo in tema, per dirla con termini musicali, il refrain della famosa edizione del 1995 di Pippo Baudo". Esordisce così il critico musicale torinese Maurizio Lorys Scandurra, coautore delle biografie di Ivana Spagna, Valerio Liboni e Pietruccio Montalbetti (rispettivaamente leader de I Nuovi Angeli e dei Dik Dik).

"La differenza? Quest'anno sono in due a protestare, aggrappati alla struttura dell'Ariston, 19 anni fa invece uno solo a volersi suicidare dalla balaustra in galleria. Lecito sospettare che non si tratti - con tutto il rispetto del dramma dei protagonisti se fosse tutto vero - invece di una trovata autorale pro bono audience? Non bastava già Grillo all'ingresso a far caciara, la sua specialità?". Per poi concludere: "Pippo Baudo merita più rispetto. La tv, la scatola parlante che lui ha creato in prima persona insieme al compianto Mike Bongiorno al 50% ciascuno lo ha letteralmente dimenticato: lo dice ai media lui stesso un giorno sì e l'altro pure, reclamando a buon diritto il posto di prim'ordine che gli spetta di diritto quale padre di tutti i conduttori italiani. Gli "addetti ai lavori" definiti tali lo hanno messo in un angolo, senza motivo. Ma la gente no. Lui è Sanremo, è nel cuore e nell'anima degli italiani, tant'è che ogni anno tutti i programmi tv che si occupano prima, durante e dopo del Festival fanno più ascolti rimandando in onda sempre e solo i momenti migliori delle edizioni da lui condotte: quelle passate realmente alla storia, e da cui sono usciti gli ultimi veri grandi artisti italiani rinomati all'estero tra cui Pausini, Bocelli, Zucchero e Nek in primis. Le Kessler? Le avrei viste meglio con lui. Avrebbe saputo come valorizzarle artisticamente al massimo, formando un trio di vera storia della tv in un teatro che trasuda memoria ed emozioni a ogni angolo, poltrona e nota. Mi appello alla Rai, augurando di tutto cuore all'inimitabile Baudo di tornare presto a calcare con la sua classe unica in qualità di conduttore e Direttore Artistico il palco dell'Ariston, già nel 2015, per regalare al nostro Paese, in questo momento di cambiamento epocale, canzoni ancora capaci di durare nel tempo e di varcare i confini nazionali come ha fatto con successo negli ultimi trent'anni".

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