menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Carnevale di Ivrea 2017, grande attesa per la Battaglia delle arance

Tra polemiche sugli sprechi e sul numero di feriti che si registra ogni anno, la città di Ivrea accoglie migliaia di visitatori e curiosi

C'è grande attesa per la Battaglia delle Arance che ogni anno si svolge a Ivrea in occasione del Carnevale. Quest'anno le date clou saranno il 26, 27 e 28 febbraio: giorni in cui le nove squadre a piedi si daranno battaglia per le vie della città, portando indietro l'orologio del tempo all'epoca medievale, cioè alle origini dell'evento. 

UN PO' DI NUMERI - Sebbene quello di Ivrea sia annoverato fra i Carnevali più alle famosi e folkloristici del mondo, e dall'anno scorso sia anche diventato un videogame, per chi non risiede a Ivrea è difficile comprendere un evento che ogni anno causa comunque centinaia di feriti. Nel 2016 i contusi, nella tre giorni di battaglia, sono stati quasi 200, fortunatamente non in maniera grave ma che comunque, in diversi casi hanno avuto necessità dell'intervento del pronto soccorso.

Ogni anno poi è sempre attuale la polemica sugli sprechi. Ad ogni edizione infatti vengono impiegate per la battaglia, circa 600 quintali di arance provenienti da Sicilia e Calabria che però, assicurano gli organizzatori, sarebbero comunque destinati al macero. Tuttavia l'anno scorso, solo per la prima giornata della Battaglia delle arance, sono stati venduti oltre 7mila biglietti e sono stati registrati in città più di 16mila visitatori. 

LA STORIA - La Battaglia delle arance rievoca la ribellione del popolo al barone che governava la città, attorno al 1200. Gli aranceri a piedi rappresentano il popolo mentre i carri, trainati dai cavalli protetti da maschere e bardature che ricordano l'epoca medievale, sono le armate del feudatario. Il getto delle arance affonda le sue radici intorno alla metà dell’Ottocento mentre alle origini erano i fagioli i protagonisti della battaglia. Si narra infatti che due volte all’anno il feudatario donasse una pignatta di fagioli alle famiglie povere e queste, per disprezzo, gettassero i fagioli per le strade.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

A Collegno campi di colza in fiore: cosa sono e a cosa serve la colza

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TorinoToday è in caricamento