“Babao, Maramao e poi Ciao Ciao”, tour turistico e gratuito per la città

Il fantastico mondo dei mostri torinesi di pietra,  da sempre presenti  ai nostri occhi, è raccontato nel tour “Babao, Maramao e poi Ciao Ciao” (Babau, maramau e poi ciau ciau in torinese), percorso ideato e accompagnato dall’umorista Raffaele Palma per l’Associazione CAUS, che invita a scovare questo straordinario universo grottesco, senza alcun timore ma tanta curiosità.

Scopriremo i loro numerosi rimandi alla mitologia, ammirandone l'incredibile varietà di forme plastiche che ornano e ingentiliscono gli edifici della nostra città. Apprezzeremo i differenti stucchi e ornamenti marmorei in chiave grottesca ispirati alla natura umana (antropomorfi), al mondo animale (zoomorfi) ed al regno vegetale (fitomorfi), opere plastiche tutt’altro che di genere minore. Si tratta di sagome tridimensionali che di là della loro funzione estetica, hanno avuto anche un compito funzionale nell’economia dell’architettura: si trovano spesso su capitelli, mensole, architravi, chiavi di volta, doccioni, paracarri, battacchi di portoni e in molte altre collocazioni. Questi mascheroni dalla notevole fertilità inventiva, sono spesso interpretazioni caricaturate di stati d’animo che si manifestano con espressioni sarcastiche, provocatorie, irriverenti.

Li osserveremo su edifici di civile abitazione, palazzi storici e chiese. I Babao subalpini, però, sono mere imitazioni derivanti dal mondo classico greco, mentre anche Il grottesco rinascimentale tanto romano quanto fiorentino è largamente rappresentato nel barocco torinese, spesso con multipli (copie degli originali antichi). Le famiglie aristocratiche torinesi amavano adornare con queste immagini le loro dimore, un po' per esibire la propria potenza economica, un po' per irridere alle leggende pagane, sia apotropaiche, sia scaramantiche in uso già dall’antichità.

Moltissimi mascheroni grotteschi che incontreremo durante il tour, rimandano alla zoomorfia, con riproduzioni d’animali d’ogni tipo: dai serpenti di Medusa Gorgone, alle corna di Pan, dalla civetta d’Atena all’aquila Zeus, dalle arpie alate figlie di Taumante ed Elettra, a Scilla, mostro marino con coda e pinne di pesce e ancora mille altre  divinità pagane. Esamineremo figure fitomorfe ricavate da foglie, fiori, frutti, forgiate in gesso, pietra e metallo. Nel mondo ellenistico, appare la maschera d'acanto, decorazione formata da teste di divinità con barba e capelli trasformate in foglie d'acanto, che dava motivo stilistico alla  protome vegetalizzata. Gli eroti (amorini) d’epoca ellenistica alludevano al tema dell'immortalità ed erano a tutti gli effetti personaggi “verdi” poiché circondati da vegetazione varia sorreggenti ghirlande di varie fogge.

Nel mondo classico è Dioniso in forma primordiale, a ricordare l’uomo verde, dio della vegetazione, spesso rappresentato con corone d’edera, fiori e foglie. Nella romanità classica e nelle successive copie, sarà Bacco a prendere il suo posto. Ricordiamo ancora Silvanus, creatura della selva: gli uomini verdi e gli spiriti silvani, più in generale, oltre che difensori del bosco, sono visti, in alcune culture, soprattutto nordiche, come energie protettrici. Passeremo, infine, sotto le incredibili creature mitologiche di Torino, come le splendide Cariatidi, donne gigantesche che incorniciano portoni i mastodontici culturisti come Ercole i Titani i Telamoni che reggono tetti o sorreggono i balconi solo per citarne alcuni.

“Babao, Maramao e poi Ciao Ciao” è dunque una camminata gratuita della durata di due ore, tra mitologia e storia dell’Arte. Al termine del tour, faremo un bel maramao alle fantasiose dicerie su questi splendidi ornamenti, poggiando il pollice della mano destra sulla punta del naso e chiudendo le dita l’una dopo l’altra, a suggellare un bel «non me la fai!» a tutti quelli che vorrebbero renderli orridi e paurosi con storie pseudo esoteriche o demoniache.

Noi invece saremo consapevoli che i decori grotteschi sono realizzati in chiave deforme, con espressioni innaturali, per suscitare nell’osservatore stupore o sorriso, anche se appena accennati. Loro ci intrigano e incuriosiscono con ghigni, ringhi e smorfie, esibiti senza ritegno e vergogna ai passanti che li osservano. In ultimo, riserveremo un “ciao ciao” collettivo alla nostra bella e sorprendente Torino, quale miglior congedo dopo una splendida passeggiata, pronti per il prossimo seducente tour del Caus?!

Modalità d’iscrizione al tour.

Il numero di partecipanti. per ogni singola passeggiata è per un gruppo ridotto di prenotazioni. Occorrerà presentarsi all'appuntamento muniti di mascherina e restare a distanza di sicurezza dagli altri partecipanti per l’intero tragitto. Meglio arrivare anche con un prodotto igienizzante per le mani.

Sarà inoltre necessario presentarsi all’incontro con la tessera CAUS 2020, che si può ottenere gratuitamente compilando il modulo sul web: sarà sufficiente connettersi al sito www.caus.it per poi aprire il link "associati al Caus", posto in alto sull’home page, compilare tutti i dati richiesti e in pochi istanti sarà così possibile scaricarla per stamparla. 

Chi è interessato al tour, dovrà far pervenire la richiesta d’adesione tramite mail a info@caus.it, previa iscrizione obbligatoria all’Associazione Caus, inserendo nome, cognome e numero di cellulare. A breve giro, sarà data conferma della prenotazione e l’indicazione dell’orario e punto ritrovo della partenza tramite mail o SMS. Il tour è per tutti. La passeggiata  sarà annullata in caso di pioggia. Il tour inizierà da Corso Vittorio angolo Via Della Rocca e terminerà davanti al Municipio.

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