"Auguri" di Olivier Dubois in anteprima nazionale alle Fonderie Limone

Venerdì 30 settembre 2016, alle 20.45, e sabato 1 ottobre, alle 19.30, l’irriverente e impetuoso Olivier Dubois proporrà in prima italiana il suo nuovo spettacolo Auguri, programmato in collaborazione con La Francia in Scena.

In principio è la corsa: scappare, raggiungere il più velocemente possibile una direzione precisa, radunarsi, nascondersi, sgomitare, spintonare, prendere spazio, arrivare primi, lasciare gli altri dietro, lanciarsi gli uni sugli altri, fuggire il tempo e il destino. Soprattutto il destino con i suoi misteri insondabili.Poi arriva il vento: una forza indomita, libera e ribelle che sparpaglia e ricompone, accarezza e schiaffeggia, confonde e mescola, dà vita e fa sparire in un suo disegno casuale ma inesorabile in cui le regole sono sempre sconosciute e inafferrabili.

In Auguri, in prima italiana, il direttore del Ballet du Nord, Olivier Dubois, compone una partitura di movimento con 22 danzatori in cui l’invenzione e l’ispirazione creano concetti dinamici, impressioni vivide e immagini coerenti anche al di fuori della scrittura coreografica. Un paesaggio di presagi più o meno oscuri, regole ancestrali da provare a svelare attraverso atti divinatori che promettono un futuro radioso oppure minacce terrifiche che possono lasciare pietrificati.

L’ornitomanzia è la lettura del volo e del canto degli uccelli: antica forma divinatoria praticata già dagli Egizi. Aquile, avvoltoi, civette, gazze, corvi, nibbi diventano scienza da leggere e interpretare. I danzatori/corridori sono generatori di ansia e di felicità, emozioni pure in balìa di un destino inquieto e complesso. L’irrequietezza dialoga con gli sprazzi di serenità, gli elementi imprevedibili vanificano gli orizzonti, creando arcobaleni di conoscenza possibile, toccando tutte le sensazioni: dal terribile al meraviglioso.

Tutto si compenetra nella lettura dei presagi, niente esiste più nella sua essenza, tutto è fluido e scomponibile, inafferrabile e in continua evoluzione. L’ornitomanzia si trasforma in antropomanzia, la divinazione delle viscere dei morti ma l’osservazione è sui vivi più che mai vivi, sul movimento e sul suono prodotto dai corpi danzanti in relazione con lo spazio e il tempo e con altri corpi in movimento.

Osservare è tutt’uno con essere osservati in uno spostamento continuo di visione e di costruzione di nuovi orizzonti di senso. La musica genera forza poetica, esalta strumenti diversi in momenti diversi, muove misteri ed emozioni, inebria e sparisce, sfiora il divino, unisce cielo e terra in un abbraccio che si fa stretto o aperto a seconda della pulsazione che lo anima in un primitivo sentire misterioso e impalpabile.

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