"Analogico, uno scatto sensibile" all'ArtGallery 37

La mostra all'Artgallery 37 propone una riflessione su come il mondo della fotografia stia evolvendo. In questo periodo storico fotografiamo come mai avvenuto prima. Questo è possibile grazie alla tecnologia digitale e soprattutto all'avvento degli smartphone: ci troviamo sottoposti ad un continuo bombardamento di immagini e la natura di questo modo di comunicare sta velocemente cambiando le nostre abitudini. Necessitiamo di uno spasmodico bisogno di archiviazione fotografica, senza finalità, se non quella di mostrare una visione di noi stessi che possa essere approvata e condivisa dalla comunità.

Il concetto di imparare a leggere le immagini, formare una sensibilità che vada oltre i grandi fotografi, può indurci ad elaborare un miglior processo creativo, che porti alla creazione di un prodotto genuino e originale. Un ritorno all'analogico potrebbe aiutarci a districarci nel mare di stimoli visivi in cui navighiamo. La fotografia analogica è rimasta nelle pieghe del tempo e oggi è portata avanti da persone diverse, che trovano nei gesti e nei colori nostalgici un passato sempre più alla portata del futuro. La mostra propone un percorso eterogeneo della fotografia di 5 giovani fotografi, formando un confronto stimolante. Le fotografie di Era Enesi con i suoi nudi artistici evocano un mondo intimo e pieno di ricordi, nella totale accettazione di se stessi e del proprio corpo, nudo come sinonimo di liberazione.

Daniele Giorgis con la sua fotografia in bianco e nero compie una ricerca di empatia nei soggetti ritratti, scava nel loro intimo, li invita a condividere la propria melanconia attraverso musiche scelte in relazione al loro vissuto e ripetute come un mantra durante gli scatti. Un progetto che ci porta sullo stesso piano dei soggetti, per un'analisi collettiva senza filtri. Federico Masini indaga sul mezzo fotografico e sulla sua potenzialità interattiva portata alla sua brutalità più estrema, come in un esperimento sociale entra nel mondo dei soggetti senza chiedere il permesso, creando un intreccio di ritratti che esprimono quella reazione umana di cui a volte tendiamo a dimenticarci.

Alessandro Santi con il suo progetto ripercorre in chiave surrealista l'iconografia sacra, rappresentata dalla scultura. Nel tentativo di stabilire un contatto, la visione del fotografo si scontra con l'idea della morte presente nell'immaginario collettivo, attraverso la solarizzazione brucia le foto come se stesso. Aleop Tur intraprende il tema del viaggio, le sue fotografie in bianco e nero emanano solitudine e ricerca, sensazioni che ripercorrono ogni parte del viaggio, che finisce per cambiare noi stessi e il modo che abbiamo di intendere e interpretare il mondo che ci circonda, una romantica avventura che sfocia nella ricerca interiore.

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