Al via "Estate Paideia", proposta di vacanza per famiglie con bambini disabili

Una proposta originale di vacanza rivolta a famiglie con bambini con disabilità che dal 2001 ha già coinvolto più di 500 famiglie

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Anche quest'anno la Fondazione Paideia rinnova il progetto "Estate Paideia", una proposta di vacanza rivolta a famiglie con bambini con disabilità ospitate per una settimana in un villaggio turistico totalmente accessibile in Toscana. L'iniziativa, in programma dal 4 luglio al 1 agosto 2015, coinvolge quest'anno 38 bambini con disabilità con le loro famiglie e 75 volontari.

Estate Paideia si differenzia dai "tradizionali" soggiorni estivi per bambini con disabilità perché coinvolge l'intero nucleo familiare, con particolare attenzione ai fratelli e alle sorelle. Dal 2001 ad oggi, in 14 anni di attività, hanno partecipato al progetto più di 500 famiglie. Ogni famiglia viene affiancata da uno o più volontari, che si prendono cura dei bambini aiutando i genitori e offrendo loro spazi e tempi di "sollievo" rispetto ad una quotidianità spesso molto faticosa.

Le occasioni di vacanza sin qui realizzate dalla Fondazione Paideia hanno mostrato concretamente come questa esperienza possa portare a cambiamenti, a volte inattesi, nella dinamica familiare e come il benessere sperimentato possa essere a sua volta motore di un processo di inclusione sociale dei nuclei coinvolti.

"La nascita di un figlio con disabilità - spiega Fabrizio Serra, direttore della Fondazione Paideia - comporta notevoli cambiamenti nella coppia e nel nucleo familiare, che spesso si concentra sulla cura del bambino e si ritrova isolato, con legami sociali sempre più deboli. Incontriamo famiglie per le quali la vacanza si configura come un bene inaccessibile, sia per motivi economici e organizzativi, ma anche perché l'idea di una settimana al mare spesso può intimorire. Con Estate Paideia - aggiunge Serra - vogliamo offrire la possibilità di sperimentare l'idea di un "terzo tempo", di una vacanza che diventa fondamentale per famiglie così stressate nella quotidianità e che invece possono incontrare nuovi amici e guardare al futuro con maggiore serenità. La proposta, inoltre, è inserita in un percorso che mira a sostenere la famiglia nel rafforzamento o recupero della sua rete sociale: durante l'anno vengono proposti laboratori, serate a teatro, visite a musei, giornate di sport, escursioni in montagna e momenti di festa in cui sperimentare occasioni concrete di inclusione sociale".

"Abbiamo conosciuto la Fondazione Paideia quando Samuele aveva 3 anni - spiega Andrea, un papà che ha partecipato al progetto - quando eravamo concentrati esclusivamente sulla sua riabilitazione. Quando ci hanno proposto di partecipare a "Estate Paideia", quasi ci siamo arrabbiati. Una vacanza a noi, con tutti i problemi che avevamo? Alla fine ci siamo andati, ed è stata la svolta della nostra vita, della vita della nostra famiglia. Grazie a questa esperienza abbiamo imparato che - con le dovute attenzioni e magari con l'aiuto di qualcuno, vedi per esempio i volontari - potevamo permetterci di ritornare a vivere, sorridere, andare in vacanza, divertirci, riscoprire amicizie forti".

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