Economia Centro / Piazza Castello

Thyssen, presidio degli operai ancora in cassa integrazione

Sedici operai, che al prcoesso si sono costituiti parte civile, non sono ancora stati ricollocati dopo il trasferimento a Terni della filiale subalpina della multinazionale

E' un presidio permanente quello degli operai della ThyssenKrupp, ancora in cassa integrazione: dalla mattina di lunedì stazionano davanti al Palazzo Lascaris, sede della Giunta Regionale in Piazza Castello. Non sono ancora stati ricollocati dopo il trasferimento a Terni della filiale subalpina della multinazionale.

Mercoledì prossimo è in programma il tavolo presso l'assessorato regionale al Lavoro per chiedere un'ulteriore proroga degli ammortizzatori sociali. I lavoratori interessati sono 16, quasi tutti - ricordano in una nota - costituiti parte civile nel processo.

La loro ricollocazione era prevista - spiegano sempre gli operai - da un accordo siglato da azienda, enti locali e organizzazioni sindacali dopo la chiusura del sito torinese. Gli operai chiedono che si concretizzi "la promessa del rilancio della Gran Torino capitale del lavoro fatta dal sindaco Piero Fassino, partendo dalla ricollocazione degli operai della ThyssenKrupp".

Alcuni giorni fa gli operai si erano rivolti con un accorato appello al Presidente della Repubblica gli ultimi operai della Thyssenkrupp di Torino non ancora ricollocati dopo il trasferimento a Terni della filiale subalpina della multinazionale. "Il prossimo 30 giugno - scrivono al Capo dello Stato - è per noi una data decisiva: scadranno gli ammortizzatori sociali e verremo posti in mobilità, vera e propria anticamera della disoccupazione". I lavoratori si sono costituiti parte civile al processo di Torino e ora sospettano che il mancato reimpiego sia legato in qualche misura alla loro iniziativa giudiziaria.

"Da tre anni - scrivono i lavoratori al capo dello Stato - veniamo discriminati e non ricollocati, come invece è avvenuto per altri nostri ex colleghi non costituitisi parte civile, ricollocati in aziende pubbliche del Torinese. Comprensibile seppur illegittimo, nel caso in cui sia l'azienda ad adottare tale comportamento, inaccettabile e vergognoso quando sia un'istituzione, come il Comune di Torino e le società ex municipalizzate, a fare altrettanto".

“Non chiediamo altro che il rispetto dell’accordo siglato con l’azienda, ovvero che ci venga data la possibilità di continuare a lavorare”: così dichiara l’On. Antonio Boccuzzi, che da questa mattina è presente al presidio permanente degli operai della ThyssenKrupp davanti al Palazzo della Regione Piemonte.

“Ai 16 lavoratori della Thyssen è arrivata la lettera di licenziamento – spiega Boccuzzi, che nel rogo del 2007 rimase ferito – per cui dal 30 giugno saranno costretti alla mobilità senza che sia loro concessa la cassa integrazione in deroga e, soprattutto, senza che sia loro garantita quella ricollocazione lavorativa che era prevista nell’accordo di chiusura dello stabilimento torinese. Chiediamo alla Regione un intervento immediato, affinché i patti vengano rispettati e con essi la dignità dei lavoratori”.

Fonte: Ansa

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