Economia

Tasi: approvata una mozione per non far pagare multe ai ritardatari

Dopo lo slittamento il voto e l'approvazione del regolamento di disciplina della Tasi è arrivato. A questo si aggiunge una richiesta al Governo, relativa al pagamento delle sanzioni per chi paga entro il 30 giugno

Sono servite diverse votazioni e un lungo dibattito prima di arrivare alla conclusione. Alla fine però il regolamento di disciplina della Tasi è stato approvato: 24 i voti favorevoli, 6 quelli contrari e una sola astensione.

Il regolamento approvato in Sala Rossa sostanzialmente mette nero su bianco quanto già deliberato nei mesi scorsi e noto ai cittadini sulla base imponibile, le aliquote, gli immobili soggetti o non soggetti al tributo e i termini per il pagamento, e regola il regime di esenzioni, agevolazioni, detrazioni, accertamenti e riscossioni forzate. Ribadito che per la prima casa sarà versata la Tasi, mentre per la seconda ci sarà l'Imu.

Restano le due scadenze fissate in precedenza, quindi alla prima rata del 16 giugno, c'è il saldo il 16 dicembre. Capitolo sanzioni per i ritardatari: per il momento le sanzioni restano perché, come ha precisato l'assessore al Bilancio Gianguido Passoni, non è nella potestà dell'amministrazione concedere una dilazione della scadenza del pagamento del tributo. E' stata però approvata una mozione che chiede al Governo di evitare le sanzioni per chi paga entro il 30 giugno. Soddisfatti di questo i leghisti: "Abbiamo vinto la nostra battaglia in favore dei cittadini - dicono Fabrizio Ricca e Roberto Carbonero, capogruppo e consigliere della Lega Nord in Sala Rossa -. Appena il Ministero delle Finanze darà il via libera alla moratoria che per primi abbiamo richiesto, i torinesi non dovranno pagare alcuna sanzione fino al 30 giugno prossimo. La maggioranza si è piegata davanti al nostro ostruzionismo".

Alla discussione sulla Tasi e sull'Imu si è aggiunto un capitolo meno noto. L'articolo 19 prevede il rimborso della quota versata in eccesso, qualora sia dimostrato che il contribuente abbia versato per lo stesso immobile, a parità di condizioni (composizione del nucleo famigliare, superfici e classificazione dell’immobile ecc.) un importo maggiore rispetto all’Imu versata nel 2012.

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