Economia

Fiat in Usa, Camusso: "Già adesso decidono molti di più dagli Stati Uniti che da Torino"

Il segretario Cgil interviene nel dibattito sul possibile trasferimento della sede legale negli Stati Uniti del Gruppo Fiat: "In Italia non ci sono politiche industriali che incentivino gli investimenti"

Continua a far discutere l'ipotesi, per adesso solo ventilata, di un trasferimento della sede legale negli Stati Uniti del Gruppo Fiat. La Fiat aveva replicato senza tentennamenti a un report dell'agenzia di stampa Reuters che dava per certo il passaggio negli Usa: "Sulla sede del gruppo nulla è cambiato rispetto a febbraio". Veniva anche citata una frase di un collaboratore, rimasto anonimo, di Sergio Marchionne: "Se in Italia pago il 70 per cento di tasse e negli Usa il 30 per cento non è difficile immaginare dove andrò".

Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino aveva cercato di rasserenare gli animi: "Dalla Fiat non ho avuto alcun segnale, la Reuters non è il Vangelo". Domenica mattina il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo a un incontro nell'ambito del salone 'Fa la cosa giusta" in corso a Fieramilanocity, fa un'analisi della situazione: "Fiat nei fatti ha già una sede all'estero e decide molto di più dagli Stati Uniti di quanto non decida a Torino". Susanna Camusso attribuisce questo trend "all'assenza di politiche industriali" che non incentiverebbe gli investimenti nel nostro paese.


"Non a caso - conclude il segretario della Cgil - oggi il problema sono spesso le acquisizioni francesi: loro hanno fatto delle scelte e ci sono dei settori verso i quali il governo procede regolarmente a creare condizioni ottimali di investimento".

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