Economia Mirafiori Sud / Corso Luigi Settembrini

Stellantis, 800 lavoratori verso l'esodo. L'allarme della FIOM: "Aiuti all'indotto. Evitiamo i licenziamenti"

Firmato l'accordo per l'esodo a Mirafiori

Stellantis ha avviato nel torinese un percorso di snellimento del proprio personale. A breve saranno 800 i lavoratori del gruppo che verranno accompagnati verso l'esodo, o per dirla come la dice la FIOM, vero il licenziamento con incentivi. 

Carta e penna alla mano i conti li hanno fatti questa mattina - martedì 20 luglio - Edi Lazzi e Ugo Bolognesi della FIOM Torinese. Oggi infatti è stato firmato l’accordo in Carrozzeria a Mirafiori per l’uscita incentivata di 160 addetti; la settimana scorsa è stato firmato quello per l'esodo di 100 lavoratori della Maserati di Grugliasco; nei prossimi giorni verranno avviate le procedure di incentivazione all’esodo anche alle Meccaniche, alle Presse e alla Costruzione Stampi, tutti settori ubicati all’interno di Mirafiori, nonché alla Teksid di Carmagnola e alla ex Tea di Grugliasco, che fa sempre parte del gruppo Stellantis. 

Non finisce qui però perché agli inizi di settembre verrà perfezionato e firmato l’accordo per gli impiegati degli Enti Centrali che prevede 350 uscite e un centinaio di ingressi, per un netto di 250 lavoratori in meno. Un piano concordato con i sindacati, ma che in prospettiva non fa ben sperare. 

"Sono esodi incentivati finalizzati all’accompagnamento alla pensione ma ciò non toglie che siamo di fronte alla perdita di ulteriori posti di lavoro. È come se avesse chiuso improvvisamente una fabbrica di medie dimensioni in un territorio che in questi anni ha solo visto cessazioni di attività e perdita occupazionale", spiegano Edi Lazzi e Ugo Bolognesi della FIOM. 

"Stellantis sta replicando in Italia l’operazione che ha fatto in Germania quando PSA ha acquisito la Opel e ha tagliato un terzo dei posti di lavoro", continuano i due, "A questo punto serviranno nuovi ammortizzatori sociali, soprattutto per l’indotto, strumenti di sostegno al reddito conservativi del posto di lavoro per evitare a cascata licenziamenti secchi causati dal ridimensionamento e dalla riorganizzazione in atto". 

Stellantis dunque si sta riorganizzando e ciò non vuol dire a tutti i costi dismissione su Torino, ma una cosa pare evidente secondo la FIOM: l'indotto, ovvero quell'esercito di aziende e operai che lavorano per Stellantis, subirà un ulteriore contraccolpo che non può essere gestito solo attraverso gli ammortizzatori sociali, ma soprattutto attraverso un nuovo progetto di rilancio del settore dell'automotive a Torino. 

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