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Economia Mirafiori Nord / Corso Enrico Tazzoli

Stellantis, la Fiom rompe con l'azienda e non firma il patto: "Unica certezza che chiudono Grugliasco"

L'accordo è stato firmato dagli altri sindacati

È iniziato intorno alle 15 di ieri pomeriggio, martedì 26 ottobre, ed è terminato poco dopo le 20 di sera con la rottura tra la Fiom e il gruppo Stellantis. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil infatti ha deciso di non firmare l'accordo proposto dall'azienda per il polo produttivo di Mirafiori. Il motivo? "Non firmiamo l'accordo che sancisce la chiusura della Maserati di Grugliasco". 

Il patto proposto dall'azienda invece ha trovato il consenso di Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr che hanno sottoscritto l'accordo. Ma cosa è stato stabilito nell'incontro che si è tenuto presso lo stabilimento di Mirafiori? Prima di tutto sono stati stabiliti i tempi del trasferimento della produzione che attualmente è allo stabilimento Agap (ex Bertone) di Grugliasco presso le carrozzerie di Mirafiori. 

Inoltre, precisano i sindacati firmatari, l'intesa precisa che i modelli attualmente prodotti fra i due siti verranno tutti concentrati dal 2022 a Mirafiori, dove quindi si assembleranno la Fiat 500 elettrica, le Maserati Levante, Quattroporte, Ghibli e, a fine terzo trimestre 2022, Granturismo e Gran Cabrio. Sulla linea della 500 elettrica sarà attivato il secondo turno. Anche il personale impiegatizio sarà trasferito a Mirafiori o in altre unità del comprensorio torinese. La lastratura resterà invece a Grugliasco, ma cesserà entro il 2024. Inoltre c’è l’impegno dell'azienda ad allocare a Mirafiori anche la futura piattaforma Maserati erede di Quattroporte e Ghibli. 

Un accordo che come detto non soddisfa la Fiom: "Abbiamo detto già in sede ministeriale che non condividiamo questo modo di procedere sito per sito poiché bisogna avere una visione complessiva del piano che Stellantis ha per l'Italia", dichiarano Simone Marinelle ed Edi Lazzi della Fiom, "Non è sufficiente dichiarare che non ci saranno esuberi e non dare prospettive con nuovi investimenti, nuove produzioni e volumi sufficienti a saturare gli attuali addetti". 

Il sindacato poi si concentra sul dato: "Viene confermata la chiusura di uno stabilimento, questo per noi è un fatto grave. Si procede verso una riduzione sostanziale della capacità produttiva senza dare reali garanzie per il futuro, per queste ragioni non abbiamo sottoscritto l'accordo". 
 

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